Arte, attività e beni culturali

La pandemia ha modificato profondamente la vita quotidiana di tutti, alterando o annullando le consuetudini e facendo cadere molte certezze legate in particolare al rapporto di convivenza sociale, quali il lavoro, la scuola, il tempo libero, gli eventi pubblici. L’interruzione delle attività dei luoghi di cultura, l’impossibilità di realizzare iniziative di promozione, produzione e valorizzazione culturale ha inciso profondamente sulla sostenibilità dell’offerta e sul coinvolgimento della comunità. A causa dell’emergenza sanitaria, quello della cultura è il Settore che ha mostrato più incognite per la ripresa: il periodo di lockdown ha cancellato completamente iniziative quali convegni, cinema, concerti e teatro; alcuni enti hanno sospeso tutta l’attività, altri hanno cercato di mantenere alcuni eventi utilizzando le tecnologie da remoto. A ciò si è aggiunta una generale incertezza sulle disposizioni legislative e governative, sia rispetto alle modalità di realizzazione dei progetti sia rispetto alle strategie di rilancio del settore.
Nel 2020, cercando di garantire una continuità progettuale anche nella difficile situazione emergenziale, è risultato particolarmente arduo l’impegno profuso dalla Fondazione per la realizzazione dell’evento espositivo “Ulisse. L’arte e il mito”, allestito presso i Musei San Domenico: l’itinerario ha compreso oltre
200 opere – dal VIII secolo a.C. a oggi, suddivise in 16 sezioni – ospitate nelle sale del San Domenico in un percorso museale che ha unito pittura, scultura, miniature, mosaici, ceramiche, arazzi e opere grafiche e si è snodato, con un allestimento magistrale, attraverso i più grandi nomi di ogni epoca.
Nonostante la pandemia e le diverse chiusure obbligate a causa delle restrizioni sanitarie, l’iniziativa si è conclusa il 31 ottobre 2020 con un bilancio a dir poco sorprendente: 50 mila visitatori, numerose visite guidate in rete dove sono stati registrati migliaia di visitatori tra cui 4.500 docenti e 8.000 classi ed una
nomination per i Global Fine Art Awards, ovvero quello che può essere ritenuto l’Oscar per le migliori mostre a livello mondiale. Dopo la vittoria ottenuta con la mostra “L’Eterno e il Tempo tra Michelangelo e Caravaggio”, si tratta di un nuovo riconoscimento della qualità degli eventi espositivi forlivesi e del lavoro
svolto in questi anni dalla Fondazione.
Altrettanto significativo è stato il dialogo avviato dalla Fondazione con gli Enti culturali al fine di riorientare progetti ed iniziative già deliberate secondo modalità compatibili con l’emergenza, anche permettendone l’estensione temporale. In questo modo la Fondazione ha voluto testimoniare, ancora
una volta, la vicinanza e il sostegno alla nostra comunità, per preservare quanto finora svolto insieme per il benessere e lo sviluppo del nostro territorio, impegnandosi non solo a garantire l’esistenza stessa degli enti ma a favorirne la stabilizzazione e l’uscita dalla fase di emergenza, salvaguardando la loro operatività.
Sono state confermate le risorse destinate alla promozione e al sostegno della pluralità di realtà territoriali – riconducibili in primo luogo all’associazionismo culturale, musicale e teatrale – a favore delle quali è stato riconosciuto complessivamente un importo di oltre € 230 mila.
Significativa è stata anche la collaborazione con la Diocesi di Forli-Bertinoro per l’individuazione di progetti atti al recupero di beni ecclesiastici di rilevanza storico-artistica e di particolare interesse per la nostra comunità. Per tale finalità è stato destinato un importo complessivo di € 400 mila, utilizzati
per il restauro di beni ecclesiastici come le Chiese di S. Maria del Carmine di Forlì, S. Maria Lauretana in Bussecchio, SS. Pietro e Paolo di Roncadello, l’Abbazia di S. Mercuriale a Forlì, il Santuario della Beata Vergine della Suasia a Civitella di Romagna e la Chiesa di S. Pietro Corniolo a S. Sofia.

L’investimento complessivo nel 2020 è stato di € 3.794.527

Ricerca scientifica e tecnologica

Anche nel 2020 la Fondazione ha confermato il proprio sostegno a favore del Campus forlivese: si tratta certamente dell’impegno più rilevante nel Settore, che ammonta complessivamente a quasi € 9 milioni negli ultimi otto anni. Tra le progettualità più significative è da ricordare l’Accordo Attuativo tra Università, Comune e Fondazione per i lavori di recupero e risanamento conservativo del Padiglione Sauli-Saffi: nell’esercizio in esame si è infatti concluso il finanziamento complessivo
quadriennale di € 9,5 milioni – di cui 2,5 stanziati dalla Fondazione – che consentirà di portare a compimento l’area del Campus Universitario di Forlì.
Ma è certamente lo straordinario impegno profuso per l’attivazione del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia – che proseguirà fino al 2040 – a costituire oggi il progetto più ambizioso e significativo, non solo per la crescita e l’eccellenza del Campus forlivese ma più in generale per lo sviluppo di tutto il territorio.
In breve tempo questo traguardo è diventato realtà. Oltre a uno stanziamento pluriennale di complessivi € 14 milioni da parte della Fondazione, in questa operazione fondamentali sono state la sinergia e la capacità di aggregazione tra soggetti diversi che hanno mirato al medesimo obiettivo: oltre alla Fondazione, all’Ateneo bolognese e al Comune di Forlì, l’AUSL Romagna, l’Istituto Oncologico Romagnolo nonché alcuni lungimiranti imprenditori privati. A regime questo
nuovo Corso porterà almeno 600 studenti, con un impatto – oltre che sul “PIL cittadino” – anche sul rapporto Città-Campus-Centro storico, che non può che beneficiare di una crescente quota di giovani. Un’ulteriore ricaduta sul territorio sarà costituita ovviamente anche dal nuovo impulso alle eccellenze del sistema sanitario locale, in particolare con riferimento al presidio ospedaliero Morgagni Pierantoni di Forlì e all’I.R.S.T. - Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori IRCCS di Meldola.
L’inaugurazione del nuovo Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, avvenuta lo scorso 14 ottobre, è stata anche l’occasione per lanciare ufficialmente una nuova proposta: intervenire sull’ex Hotel della Città, prestigioso complesso architettonico del centro storico progettato da Gio Ponti, affinché diventi un Collegio Universitario di eccellenza. Sia il Comune di Forlì che l’Ateneo hanno prontamente accolto tale invito, impegnandosi ad accelerare i tempi per la definizione di un
possibile accordo.
Continua l’attività di Romagna Tech, organismo di Ricerca e Trasferimento Tecnologico accreditato come Laboratorio di Ricerca Industriale e Centro per l’Innovazione e il Trasferimento Tecnologico nell’ambito della Rete Alta Tecnologia della Regione Emilia-Romagna: nata dalla convergenza fra Rinnova (ex Società strumentale della Fondazione) e Centuria, la Società promuove, accelera e genera processi di innovazione tecnologica con e per le imprese, in stretta  collaborazione con i centri della conoscenza e con gli attori sociali del territorio per promuovere la cultura dell’innovazione come asset strategico di sviluppo.
Con riferimento agli Enti partecipati dalla Fondazione, si è ritenuto di confermare il consueto supporto a Ser.In.Ar. e al Ce.U.B. - Centro Universitario residenziale di Bertinoro, prevedendo tuttavia per quest’ultimo anche un contributo straordinario in considerazione della pressoché annullata operatività nell’esercizio in esame.

L'intervento complessivo nel 2020 è stato di € 1.355.252

Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa

L’intervento principale nel Settore, che ha pressoché raddoppiato le risorse rese disponibili rispetto al precedente esercizio, è costituito dallo stanziamento straordinario di oltre € 600 mila effettuato a favore dell’AUSL Romagna per fare fronte all’emergenza Covid-19. La Fondazione si è prontamente mobilitata fornendo innanzitutto una prima risposta alle necessità della struttura ospedaliera forlivese, dei nuclei di medicina primaria e dei medici di base del territorio, dando priorità all’acquisizione diretta di strumentazioni e presidi sanitari: si è trattato di un intervento realizzato attraverso una stretta collaborazione e in coordinamento con le strutture e la dirigenza dell’Azienda, concepito per affrontare una immediata situazione di crisi con attenzione e tempestività. Nello specifico per il polo ospedaliero forlivese sono stati acquisti: letti per la terapia intensiva avanzata e semintensiva, simulatori multiparametrici e analizzatori di flussi di gas, visiere protettive, pompe a siringa, termometri infrarossi, una centrale di monitoraggio con relativi accessori, ventilatori polmonari. Mentre per i medici dei nuclei di cure primarie sono stati messi a disposizione, in particolare per l’attività ambulatoriale e domiciliare: tute monouso, pulsossimetri, termometri infrarossi, mascherine chirurgiche e FFP2.
Analogamente a quanto evidenziato nel Settore “Ricerca scientifica e tecnologica”, parte dello stanziamento annuale per l’avvio del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia risulta imputata in questo Settore, per un importo pari a € 600 mila nell’annualità in esame.
Nel 2020 è stata altresì accantonata la prima quota dell’ammontare complessivo di € 1,25 milioni destinato a sostenere l’acquisizione da parte dell’I.R.S.T. di  Meldola di un nuovo acceleratore lineare per la radioterapia oncologica. La dotazione di strumentazioni e apparecchiature tecnologicamente all’avanguardia da destinare alle strutture sanitarie del territorio di riferimento è da sempre una priorità per la Fondazione: solo negli ultimi 8 anni infatti, il totale delle erogazioni destinate a tale finalità ammonta a circa € 3,5 milioni. Nel 2020 va certamente segnalata la conclusione del progetto pluriennale 2018-2019 finalizzato alla donazione di una sonda laparoscopica al comparto operatorio dell’Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì: si tratta di una strumentazione di ultimissima
generazione, la prima installata in Italia, costituita da un nuovo sistema video per chirurgica Endoscopica ed Esoscopica Full HD 3D a valenza polispecialistica, essendo stato sviluppato appositamente per l’impiego in ambiti come otorinolaringoiatria, neurochirurgia, chirurgia della colonna vertebrale, chirurgia open.
Con riguardo all’associazionismo socio-sanitario, per il 2020 si è mantenuto il livello dei contributi sin qui destinati alle molteplici organizzazioni del territorio di riferimento, con un livello erogativo pari allo storico degli anni precedenti di circa € 127 mila. In considerazione delle significative difficoltà emerse a seguito dell’emergenza sanitaria, si è accordata agli enti beneficiari la possibilità di ricevere una prima tranche anticipata, pari al 50%: ciò ha consentito alle diverse realtà di far fronte alle immediate esigenze di liquidità nonché di garantire la continuità delle multiformi attività e servizi offerti alla comunità.

L’investimento complessivo nel 2020 è stati pari a: € 1.620.000

Sviluppo locale ed edilizia popolare locale

Nel 2020 il principale intervento nel Settore è costituito dalla assegnazione delle risorse – pari a complessivi € 2 milioni suddivisi nel biennio 2019-2020 – stanziate per il Bando Distretto. Ma oltre al significativo ammontare dedicato all’iniziativa, la peculiarità del Bando è costituita dal metodo: le opportunità, le priorità e i progetti sono infatti frutto di una valutazione condotta dalla Fondazione con il diretto concorso delle Amministrazioni locali e degli Enti e/o Associazioni operanti per lo sviluppo locale del territorio. L’obiettivo è la promozione di progettualità che valorizzino il territorio attivando logiche sistemiche, creando identità, coinvolgimento, sviluppo, accessibilità e fruizione, incrementando modelli operativi che si dimostrino concretamente sostenibili.
Nell’edizione biennale 2019-2020 si è inteso sostenere, in particolare, iniziative innovative e ad ampio respiro che valorizzassero il territorio con un approccio improntato alla sostenibilità (beni, lavori o servizi che presentano un minor impatto sulla salute e sull’ambiente, ivi inclusi i beni o prodotti da filiera corta o a chilometro zero), all’intersettorialità, alla creazione di valore durevole per la comunità e alla capacità di creare reti e collaborazioni virtuose nei settori di attività della Fondazione. Complessivamente sono pervenute da parte dei Comuni del territorio di riferimento (ad eccezione del Comune capoluogo) 28 richieste, di cui accolte 26 per un importo complessivo di € 1,85 milioni (con un effetto leva di circa € 3,3 milioni).
Grazie a questa iniziativa si è dunque costruito attorno alla Fondazione un sistema di collaborazione, condivisione e compartecipazione – in particolare insieme alle Amministrazioni locali coinvolte – con l’intento di dare risposte alle priorità individuate per lo sviluppo di politiche economiche, sociali, ambientali e culturali nel territorio. L’utilizzo di questo approccio ha dato e dà tuttora la possibilità di coinvolgere intelligenze e risorse di varia provenienza e di promuovere iniziative di maggior spessore a favore della nostra comunità con ricadute significative.
Si è inoltre ritenuto opportuno confermare i contributi annuali per i progetti ricorrenti di marketing territoriale e di promozione del territorio, continuando nella definizione di un’immagine unitaria attraverso la quale comunicarlo e quindi promuoverlo, un’immagine centrata non solo sulla ricchezza, ma anche sulla varietà delle eccellenze che esso esprime. L’unicità e la forza della Romagna forlivese non consistono infatti tanto nel primeggiare in un singolo campo, ma nel saper esprimere eccellenze nei campi più diversi, dalla sanità alla cultura, dal volontariato alla formazione, dall’ambiente allo sviluppo economico passando per la gastronomia: è da questa considerazione che ha preso forma l’immagine non più solo di terra dell’ospitalità, com’era già nella tradizione, ma di vera e propria “Terra del Buon Vivere”. A sostegno di questa visione la Fondazione ha continuato a proporre momenti di confronto e coordinamento tra gli enti territoriali sfociati nella realizzazione di un’agenda perpetua, di una rivista annuale e di una serie di video promozionali. Per quanto possibile, nel corso del 2020 si sono effettuate iniziative on line come avvenuto per il Festival del Buon vivere, che ha creato un nuovo format completamente digitale e gli incontri sono stati trasmessi in diretta streaming dall’ex Chiesa di San Giacomo dal 25 al 29 novembre 2020. In questa cornice la Fondazione ha altresì proseguito la collaborazione con la Fondazione Casa Artusi per la creazione del primo centro di cultura gastronomica in Italia dedicato alla cucina domestica, sostenendo anche l’avvio di una società commerciale capace di valorizzare ulteriormente il nome di Pellegrino Artusi come ambasciatore della cucina e, più in generale, dello stile di vita italiano nel mondo. Con riferimento al sostegno delle molteplici realtà del Terzo Settore operanti sul territorio, sono state accordate numerose proroghe per consentire agli enti beneficiari di contributo di poter riprogrammare – in considerazione del perdurare dell’emergenza sanitaria – i progetti con modalità alternative o comunque di realizzarli in condizioni di sicurezza.

L’investimento complessivo nel 2020 è stati pari a: € 2.052.900

 

Volontariato, filantropia e beneficenza

Nella definizione delle proprie linee programmatiche la Fondazione ha sempre attribuito un carattere di centralità a quello che da più parti viene definito come “welfare di comunità”. Negli anni è stato senza dubbio l’ambito di intervento nel quale sono state impiegate più risorse e – ancor più in un difficile periodo come quello che attualmente stiamo attraversando – è stato importante dunque (ri)scoprire il valore della coesione sociale: sostenere quei progetti che hanno inciso positivamente sul tessuto sociale, le persone più deboli e a rischio di esclusione, calibrando le azioni progettuali in rapporto ai bisogni espressi o emergenti.
Va certamente sottolineato come le numerose realtà del territorio che operano in questo ambito abbiano testimoniato ancora una volta, in questo ultimo e difficile anno, il loro grande valore per la comunità, non solo proseguendo ma anche potenziando le molteplici attività svolte. Per questo – analogamente a quanto avvenuto per il Settore “Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa” – la Fondazione ha inteso supportare gli enti beneficiari di contributo consentendo loro di riprogrammare e rimodulare i progetti, affinché potessero adattarsi agli scenari e ai bisogni emergenti; ha inoltre accordato la possibilità di ricevere una prima tranche anticipata del contributo, pari al 50%.
Il contesto sociale, culturale ed economico attuale risulta in profondo cambiamento: povertà e disuguaglianze si sono già accresciute e sono destinate ad aumentare ulteriormente. Per questo è risultato importante per la Fondazione proseguire l’impegno a favore di iniziative realizzate in stretta collaborazione con altri enti e istituzioni del territorio, per rafforzare ulteriormente il legame con la comunità e per meglio coordinare risorse, competenze ed esperienze.
È stata dunque sostenuta anche nel 2020 la Fondazione Buon Pastore, che gestisce il Centro di Ascolto Diocesano e il cui staff operativo segue con stabilità le azioni specifiche e di coordinamento messe in atto a favore dei più disagiati (centri di ascolto, dormitori, mense…). Sono state inoltre confermate due iniziative di particolare rilievo: il Fondo di solidarietà, costituito dalla Fondazione e affidato alla Caritas diocesana con l’obiettivo di sostenere nuclei familiari e persone singole in stato di comprovato e grave disagio economico, e il Fondo a sostegno degli oneri locativi, costituito dalla Fondazione e dal Comune di Forlì e finalizzato principalmente a favorire azioni antisfratto.
Nell’anno 2020 si è altresì concluso lo stanziamento relativo alla VI edizione del Bando “Territori di Comunità”, finalizzato a promuovere il protagonismo giovanile dei centri educativi e aggregativi, degli oratori e dei doposcuola. Lo stanziamento effettuato nel corrente anno aveva quale finalità originaria – in collaborazione con la “cabina di regia” – l’avvio di iniziative formative nonché di sviluppo di strumenti e competenze ad hoc destinati agli enti e alle reti beneficiarie, anche mediante iniziative di fundraising con un meccanismo di premalità da parte della Fondazione. Purtroppo fino a questo momento non è stato possibile realizzare tali azioni: ma le reti sul territorio – pur nelle enormi difficoltà e limitazioni riscontrate – hanno fin da subito messo in campo numerose attività che hanno consentito di garantire la continuità operativa dei progetti, confermando una presenza costante ed attenta verso bambini, ragazzi e giovani, profondamente colpiti dall’emergenza.
Nell’esercizio considerato è stata stanziata anche la seconda ed ultima tranche del Bando “Infrastrutture per il Sociale”, articolato in due linee operative – Automezzi e Immobili/attrezzature – e finalizzato a sostenere il potenziamento o l’innovazione delle attività del Terzo Settore attraverso la riqualificazione di spazi e strutture, l’acquisto di automezzi ed attrezzature, con la primaria finalità di migliorare l’accessibilità, la qualità nonché la capillarità dei servizi offerti.

L’investimento complessivo nel 2020 è stati pari a: € 2.229.311

Settori ammessi

Per quanto le risorse rese disponibili in questi Settori siano inferiori, per loro natura, a quelle attive nei Settori rilevanti, è il caso di segnalare come la metodologia adottata, con le dovute proporzioni, sia la medesima: progetazione articolata e finalizzata; compartecipazione; concentrazione di risorse.

Assistenza agli anziani

Nell’ambito delle attività previste dal Piano Sociale di Zona e con il Comune di Forlì quale capofila per il comprensorio forlivese, l’erogazione effettuata in questo settore – oltre al tradizionale strumento operativo degli assegni di cura, finalizzati a sostenere la domiciliarità degli anziani – ha previsto anche due ulteriori azioni progettuali, destinate al contenimento delle rette dei centri diurni non accreditati e al sostegno delle famiglie con anziani non autosufficienti che necessitano di assistenza residenziale temporanea. È opportuno segnalare che l’ideazione e la strutturazione di queste iniziative nel loro insieme è avvenuta anche grazie al coinvolgimento della cabina di regia attivata con il Bando “OverAll”, che ha svolto una fondamentale funzione di “antenna” sul territorio.

Investimento complessivo nel 2020: € 400.000

Attività sportiva

La Fondazione, attraverso il Bando “Sport”, ha inteso favorire l’attività delle molteplici realtà sportive dilettantistiche operanti nel territorio di riferimento, riconoscendo loro l’importante valore educativo e formativo nel percorso di crescita, coerentemente ad una concezione dello sport inteso non esclusivamente in termini agonistici, ma anche come promotore di valori umani ed etici.
In linea con gli scopi statutari, le azioni progettuali finanziate dalla Fondazione hanno avuto come prima finalità quella di attuare interventi mirati al sostegno dello sport inteso come pratica educativa continuativa e preventiva in grado di incidere significativamente sulla salute psico-fisica di tutta la cittadinanza partendo dalle generazioni più giovani. Un secondo aspetto riguarda la valorizzazione dello sport come strumento in grado di prevenire e combattere forme di marginalità e disagio sociale attraverso la promozione e lo stimolo di un’adeguata cultura dello sport come fattore di benessere, coesione e veicolo di valori. Infine, le azioni progettuali finanziate sono indirizzate a favorire un’elevata integrazione e inclusione sociale, con particolare attenzione alle fasce più deboli.

 Investimento complessivo nel 2020: € 300.000

Educazione, istruzione e formazione

Le risorse sono state destinate ai numerosi progetti – definiti di concerto con gli Istituti del territorio e l’Ufficio Scolastico (coordinati in una Commissione appositamente creata) – nel campo dell’alfabetizzazione, dell’innovazione tecnologica-didattica e del contrasto alle situazioni di disagio. Importanti sono stati anche gli ulteriori interventi di lotta alla dispersione scolastica e di supporto agli istituti superiori per i progetti di alternanza scuola-lavoro. È stato infine confermato il “Fondo a sostegno del sistema educativo” in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Forlì in qualità di capofila anche per gli altri Comuni del territorio di riferimento, del quale hanno beneficiato famiglie in situazioni di difficoltà e alunni disabili.

Investimento complessivo nel 2020: € 293.200

 

Protezione e qualità ambientale

Nel Settore le risorse sono state assegnate alla realizzazione di due progetti presentati nell’ambito del Bando annuale.

Investimento complessivo nel 2020: € 15.000

Valutazione d'impatto

Le Fondazioni di origine bancaria (FOB) svolgono oggi un ruolo fondamentale per la costruzione del nuovo welfare di comunità, un modello di welfare che supera quello tradizionale, realizzato da una pluralità di attori, sostenibile, equo, accessibile e promotore di comportamenti responsabili e di cittadinanza attiva. Tale modello, che porta il welfare ad essere un ambito produttivo in grado di generare occupazione, valore sociale ed economico, comporta la necessità di: interrogarsi sull’efficacia e sull’efficienza degli strumenti di intervento sociale attualmente in uso; promuovere l’autonomia delle persone; concorrere alla creazione di funzionali sistemi di governance comunitaria e di erogazione dei servizi.

All’interno di questo scenario evolutivo, il ruolo delle FOB si gioca principalmente su tre ambiti:

  • la promozione di percorsi di innovazione del sistema di welfare;
  • la costruzione di reti sociali;
  • l’amplificazione dell’impatto prodotto per la comunità.

È proprio all’interno di questa visione rinnovata rispetto al ruolo delle FOB che trova spazio la necessità di valutare le attività finanziate attraverso le risorse erogate dalle Fondazioni assumendo un differente punto di vista, quello cioè del cambiamento sociale generato. Con quest’ultimo concetto si fa riferimento alla trasformazione sistemica relativa a modelli di pensiero, relazioni sociali, istituzioni e strutture sociali che ha luogo attraverso un orizzonte temporale di lungo periodo. La capacità degli enti del Terzo settore di essere soggetti “trasformativi” rispetto a comunità e territori in cui operano, oggi, si collega principalmente alle modalità con cui tali realtà costruiscono valore attraverso l’attuazione dei valori identitari su cui vengono a costituirsi e ad implementare le proprie attività.

Coerentemente con questa interpretazione del tema, la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì ha avviato un’attività di valutazione di impatto sociale rispetto al proprio operato con l’obiettivo di verificare le modalità e l’intensità delle azioni sostenute nel costruire un welfare di comunità, ovvero un sistema di welfare che, attraverso la risposta a questi bisogni sociali, al contempo rigenera i territori attraverso lo sviluppo di opportunità per le persone di ampliare le proprie possibilità (in termini sia economici che sociali) e garantisce la crescita di una società caratterizzata da benessere economico, relazioni sociali e qualità dei servizi offerti.

Valutazione di impatto del Bando “Territori di comunità – IV ed."

La IV edizione del bando “Territori di Comunità” ha sostenuto progetti di durata biennale per l’implementazione e il funzionamento di centri educativi e aggregativi, oratori e doposcuola sul territorio di riferimento. Con tale bando, la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì ha voluto incentivare la promozione della costruzione di welfare di comunità attraverso il finanziamento di attività in grado di consolidare i legami sociali sul territorio di riferimento. Obiettivo principale è del bando è stato quello di contrastare la vulnerabilità, fenomeno crescente e caratterizzato principalmente da una scarsa densità relazionale ancor prima che da una mancanza in termini di risorse economiche, attraverso progetti volti ad affrontare i temi dell’intergenerazionalità, dell’educazione civica, dell’educazione alla cura del sé, dei luoghi e degli spazi in cui le attività si svolgono nonché dei beni comuni del territorio.

A tal fine, la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, attraverso il bando promosso, ha cercato di facilitare il consolidamento delle reti esistenti ed incentivare la nascita di nuove in particolare attraverso i fattori relazionali, ovvero quegli elementi che determinano la capacità delle organizzazioni coinvolte all’interno della rete di cooperare e partecipare a forme aggregative qualificando la rete stessa. In tale ottica, i centri educativi e aggregativi, gli oratori ed i doposcuola sono stati concepiti come luoghi sul territorio dove creare occasioni nelle quali le giovani generazioni rivestono un ruolo centrale. I centri si connotano, infatti, da un lato, come luoghi in cui si realizza la convivenza di giovani portatori di grandi differenze – nazionalità, lingue, culture, religioni – e si sviluppano possibilità formative ed occasioni di svago (funzione aggregativa); dall’altro, come luoghi deputati all’intercettazione precoce delle situazioni di disagio per ridurre il rischio di esclusione sociale e di dispersione scolastica dei beneficiari (funzione preventiva).

Valutazione di impatto del Bando “Territori di Comunità – IV ed.”
Report

Valutazione di impatto del Bando "Generazione Over"

Il bando “Generazione Over” integra le classiche modalità di azione della Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì sul tema invecchiamento della popolazione (finanziamento per il “Protocollo di intesa per il programma di sviluppo degli interventi di sostegno alla domiciliarità degli anziani nel territorio forlivese – assegni di cura” e progetto “Assistenza Domiciliare Alzheimer”) con l’obiettivo di rispondere in modo ancora più innovativo ed efficace ai bisogni emergenti di questa fascia di età. Consapevole della rilevanza del tema nonché delle dinamiche di cambiamento in atto nel contesto di riferimento – crisi del tradizionale sistema di welfare, riduzione della capacità di cura famigliare dovuta a minori risorse economiche e/o difficoltà nella conciliazione tempi di vita–lavoro, erosione delle relazioni sociali e di prossimità, ecc. – la Fondazione intende stimolare e supportare un’evoluzione delle modalità di azione dei soggetti operanti nel settore in chiave comunitaria. Il modello che si intende promuovere rientra nel quadro interpretativo del welfare di comunità, ovvero di un welfare realizzato da una pluralità di attori, sostenibile, equo, accessibile e promotore di comportamenti responsabili e di cittadinanza attiva.

All’interno di questo contesto, il bando ha voluto perseguire un obiettivo macro legato al tema dell’anzianità attiva, premiando e sostenendo attività e servizi innovativi rivolti agli anziani che, se da un lato sono portatori di bisogni in termini di assistenza e cura (e relativa fruizione di servizi in tal senso), dall’altro possono ancora essere portatori di risorse inestimabili se collocati all’interno di un contesto relazionale adeguato. Gli obiettivi specifici perseguiti rispetto agli anziani beneficiari dalla rete di servizi ad alto impatto relazionale creata attraverso il bando “Generazione Over” miravano a:

  • una migliore partecipazione attiva alla vita comunitaria;
  • la costruzione di legami intergenerazionali;
  • l’attivazione di un sistema integrato con le famiglie e gli stakeholder pubblici e privati

Valutazione di impatto del Bando “Generazione Over”
Report

Come chiedere un contributo
2013:2017:2021
Spazio CDP di Forlì
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Accetto l'informativa