Arte, attività e beni culturali

Nel 2021, cercando di garantire una continuità progettuale anche nella difficile situazione emergenziale, è risultato particolarmente strenuo l’impegno profuso dalla Fondazione per la realizzazione dell’evento espositivo “Dante. La visione dell’arte”, allestito presso i Musei San Domenico. L’esposizione è stata realizzata in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi di Firenze nel contesto delle celebrazioni per il settimo centenario dalla morte di Dante. L’evento espositivo ha indagato non solo la poetica dell’artista fiorentino, ma anche l’influenza che il suo sguardo ha esercitato nel corso della storia dell’arte, della letteratura e del pensiero. Nelle sale dei Musei San Domenico sono state esposte oltre 300 opere, tra le quali quelle di artisti quali Giotto, Cimabue, Beato Angelico, Tintoretto e Canova. È stato l’evento espositivo di maggior rilievo a livello nazionale per numero di opere, impianto narrativo e approfondimento scientifico dedicato al Sommo Poeta nell’anno centenario delle sue celebrazioni. Una mostra che, nel perdurare della pandemia, ha costituito al contempo un grande evento culturale ed anche un fermo e necessario segnale di ripresa e di speranza. Si sono registrate oltre 40 mila presenze in appena due mesi nonostante le tante restrizioni imposte dalla pandemia. La Mostra è diventata anche un vero e proprio documentario d’arte che è stato diffuso a partire dallo scorso mese di settembre: una visita guidata virtuale e commentata grazie alla collaborazione di grandi maestri della ripresa cinematografica e della fotografia. L’obiettivo è stato quello di metterla a disposizione del grande pubblico, pensando in particolare a quanti non hanno potuto sperimentare, con una visita reale, le stesse emozioni del grande viaggio dantesco raccontato nella mostra forlivese. A cominciare dalle scuole e dagli studenti, gravemente penalizzati nelle loro attività dalla pandemia.
Significative sono state anche le iniziative promosse nell’ambito del Bando dedicato agli eventi culturali collegati alla Mostra, che hanno avuto un particolare rilievo di pubblico, con oltre un centinaio di eventi realizzati sul territorio. Di rilievo sono stati anche gli eventi internazionali promossi a Forlì dalla Fondazione in collaborazione con l’Associazione degli Italianisti (Adi) inseriti nella serie di incontri “Nel nome di Dante”. Iniziativa iniziata il 3 maggio a Napoli e conclusasi il 5 luglio a Roma, che ha trovato a Forlì una tappa fondamentale. Vi sono stati collegamenti con numerose scuole forlivesi, che hanno potuto dialogare con lo storico della lingua Giuseppe Antonelli sul Dante pop, nella musica leggera o nei fumetti o nelle pubblicità, ma persino nei rapper attuali. Alcune classi hanno poi potuto partecipare anche in presenza all’incontro con Helena Janeczek, vincitrice del Premio Strega nel 2018, che ha approfondito le storie di celebri lettori di Dante in Russia come in Germania, in patria o in esilio. Di grande valore sono stati gli interventi di Yannick Haenel, in collegamento dalla Francia e di Mircea Cărtărescu, dalla Romania. L’evento si è concluso al teatro Testori con un dialogo tra lo storico Alessandro Barbero e il critico letterario Alberto Casadei, sui numerosi aspetti della biografia di Dante e dell’interpretazione della sua opera, andando oltre molti luoghi comuni dei manuali e dei commenti. Oltre all’ampio pubblico presente, hanno seguito l’incontro migliaia di persone in streaming e circa 40 Istituti Italiani di Cultura in tutto il mondo.
Si è inoltre confermato il sostegno alle numerose realtà del Terzo Settore con risorse per oltre € 140 mila, promuovendo in particolare i bisogni emergenti a seguito della pandemia: quali maggiori o più opportuni spazi/luoghi per la realizzazione delle attività/iniziative, coinvolgimento dei giovani, innovazione tecnologica e comunicazione. È proseguita anche la collaborazione con la Diocesi di Forli-Bertinoro per l’individuazione di progetti atti al recupero di beni ecclesiastici di rilevanza storico-artistica e di particolare interesse per la nostra comunità. Per tale finalità è stato destinato un importo complessivo di € 400 mila, utilizzati in particolare per i lavori di restauro e consolidamento della Cattedrale di Forlì e del suo campanile. 

L’investimento complessivo nel 2021 è stato di € 3.493.926

Ricerca scientifica e tecnologica

Anche nel 2021 la Fondazione ha confermato il proprio sostegno a favore della formazione e della ricerca scientifica attraverso il multiforme impegno a favore del Campus forlivese di Alma Mater Studiorum - Università di Bologna.
Per quanto lo stanziamento pluriennale di complessivi € 2,5 milioni – a fronte di un costo complessivo di € 9,5 milioni – risulti ora concluso, va certamente ricordato l’Accordo Attuativo con Unibo e Comune di Forlì per i lavori di recupero e risanamento conservativo del Padiglione Sauli-Saffi, che consentirà di portare a compimento l’area del Campus Universitario di Forlì. L’11 maggio 2021 vi è stato il taglio del nastro per l’avvio dei lavori che termineranno nel giugno del 2023 e che consentiranno – oltre al recupero del Padiglione Sauli-Saffi e delle due ali centrali dismesse dell’ex ospedale Morgagni (attualmente due edifici incastonati tra il moderno teaching hub e il padiglione Melandri) – la realizzazione di 2 nuove aule di lezione da 112 posti ciascuna e uffici per docenti, per un totale di circa 4.000 metri quadri.
Prosegue invece l’impegno profuso per l’attivazione del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia – che si concluderà nel 2040 – e che costituisce oggi il progetto più ambizioso e significativo, non solo per la crescita e l’eccellenza del Campus forlivese ma più in generale per lo sviluppo di tutto il territorio. Oltre a uno stanziamento pluriennale di complessivi € 14 milioni da parte della Fondazione, in questa operazione fondamentali sono state la sinergia e la capacità di aggregazione tra soggetti diversi che hanno mirato al medesimo obiettivo: oltre alla Fondazione, all’Ateneo bolognese e al Comune di Forlì, l’AUSL Romagna, l’Istituto Oncologico Romagnolo nonché alcuni lungimiranti imprenditori privati.
La Fondazione ha altresì confermato il supporto alla ricerca e alla offerta formativa del Campus forlivese, con particolare riguardo ai temi e alle sfide relative all’internazionalizzazione, al legame tra formazione accademica e universi professionali, alla sostenibilità ambientale e sociale, alla comunicazione e alle attività di Terza Missione.
Sempre nel Settore “Ricerca scientifica e tecnologica” – e anch’esso, seppur indirettamente, collegato alla presenza universitaria in città – va menzionato il sostegno all’attività di Romagna Tech, ente accreditato come Laboratorio di Ricerca Industriale e Centro per l’Innovazione e il Trasferimento Tecnologico nell’ambito della Rete Alta Tecnologia della Regione Emilia-Romagna. Nata dalla convergenza fra Rinnova (ex Società strumentale della Fondazione) e Centuria, la Società promuove, accelera e genera processi di innovazione tecnologica con e per le imprese, in stretta collaborazione con i centri della conoscenza e con gli attori sociali del territorio per promuovere la cultura dell’innovazione come asset strategico di sviluppo.
È stato altresì confermato il consueto supporto a Ser.In.Ar, che – oltre alle storiche funzioni di promozione, sostegno e qualificazione delle iniziative promosse sul territorio dall’ateneo bolognese – dal 2020 ha ricevuto anche l’eredità della preesistente I.S.Aer.S. Soc. consortile a r.l.. Tale ente, ora confluito nella Unità Operativa di Ser.In.Ar. ISAERS Forlì Academy AvioLab, ha come oggetto prioritario lo svolgimento di attività culturali, di formazione e aggiornamento professionale, di ricerca, di applicazione tecnologica e produttiva in campo aeronautico e spaziale e ha potuto contare anche nel 2021 del consueto sostegno da parte della Fondazione.

L'intervento complessivo nel 2021 è stato di € 752.624

Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa

Analogamente a quanto evidenziato nel Settore “Ricerca scientifica e tecnologica”, parte dello stanziamento annuale per l’avvio del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia risulta imputata in questo Settore, per un importo complessivo pari a € 609 mila nell’annualità in esame.
Nel 2021 è proseguito anche l’accantonamento delle quote – per complessivi € 1,25 milioni nel quinquennio 2020-2024 – destinate a sostenere l’acquisizione da parte dell’IRST di Meldola di un nuovo acceleratore lineare per la radioterapia oncologica.
La dotazione di strumentazioni e apparecchiature tecnologicamente all’avanguardia da destinare alle strutture sanitarie del territorio di riferimento è da sempre una priorità per la Fondazione: solo negli ultimi 8 anni infatti, il totale delle erogazioni destinate a tale finalità ammonta a circa € 3,5 milioni. Dopo la donazione, nel 2020, di una sonda laparoscopica al comparto operatorio dell’Ospedale Morgagni- Pierantoni di Forlì e lo stanziamento effettuato a favore dell’Azienda USL della Romagna per far fronte all’immediata emergenza sanitaria determinata dalla pandemia, nel 2021 sono state accantonate le risorse necessarie per l’acquisizione di un’ulteriore strumentazione: si tratta di un software dedicato di post-processing finalizzato ad implementare l’attuale RM-cardiaca, grazie al quale si potrà qualificare la diagnosi clinica, migliorare le informazioni sulle quali è basato il follow-up dei soggetti seguiti ed effettuare ricerca clinica.

Con riguardo al sostegno delle attività svolte dall’associazionismo socio-sanitario a favore della comunità, si registra una conferma dei contributi storicamente deliberati, con un importo complessivo deliberato nell’esercizio pari a € 157 mila.

L’investimento complessivo nel 2021 è stati pari a: € 800.750

Sviluppo locale ed edilizia popolare locale

Nel 2021 sono stati stanziati € 750 mila per il Bando Distretto 2021-2022, che vedrà l’assegnazione dei contributi nell’esercizio in corso.
Si tratta di un’edizione del Bando che marca un’importante evoluzione nel percorso di sostegno alle Amministrazioni comunali del comprensorio: la Fondazione ha da sempre inteso finanziare in quest’ambito iniziative innovative e di ampio respiro tese a valorizzare il territorio con un approccio improntato alla sostenibilità, all’intersettorialità, alla creazione di valore durevole per la comunità e alla capacità di creare reti e collaborazioni virtuose. Si è trattato di un processo caratterizzato da un costante dialogo non solo con le Amministrazioni comunali ma anche con una più ampia platea di attori sociali (associazioni di categoria, altri soggetti for profit, enti del Terzo Settore, altre istituzioni pubbliche, ecc.) che nel territorio di riferimento operano e intendono attivare logiche sistemiche per uno sviluppo della comunità partecipato, identitario e sostenibile. Ma i nuovi scenari e le criticità emersi in ragione della situazione pandemica hanno mostrato sotto una diversa luce le sfide per il territorio. Nuove emergenze, accomunabili in larga parte dall’esigenza trasversale di relazione, infrastrutturazione e digitalizzazione, hanno evidenziato come sia essenziale potenziare la capacità e le competenze di tali Enti non solo in termini di elaborazione progettuale ma anche finalizzate a sollecitare e “agganciare” ulteriori risorse a livello regionale, nazionale ed europeo: e ora la disponibilità di nuove e rilevanti risorse a livello nazionale ed europeo – in primis Piano europeo Next Generation EU e Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2021-2027 – rappresenta un’insostituibile occasione, che è necessario cogliere immediatamente, dalla fase di programmazione alla stesura dei progetti esecutivi. Il Bando Distretto 2021-2022 è caratterizzato dunque per una evoluzione in senso strategico del supporto messo a disposizione dalla Fondazione, al quale potrà successivamente seguire – nella prossima edizione 2022-2023 e alla luce degli esiti delle candidature alle diverse linee di finanziamento – un eventuale contributo alla realizzazione dei progetti elaborati nel corso del 2021 nella cornice degli interventi che verranno finanziati dai vari Bandi, misure e piani.
È proseguita anche nel 2021/22 quella che è ormai divenuta la tradizione delle mostre fotografiche del “Buon Vivere”: inaugurata nel 2015 con Steve McCurry, continuata poi con Sebastiao Salgado, Elliott Erwitt e di nuovo nel 2019 McCurry. Nel 2021 – dopo l’assenza forzata a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia – il percorso per immagini è stato dedicato alle grandi fotografe donne con il titolo “Essere umane. Le grandi fotografe raccontano il mondo”: 30 autrici e 314 fotografie per rappresentare l’ultimo secolo con lucidità, sensibilità, coraggio e delicatezza e per narrare come lo sguardo femminile abbia determinato l’evoluzione del linguaggio fotografico.
Sono stati circa 18 mila i visitatori, nonostante le difficoltà legate alla pandemia. L’esposizione ha riscosso l’apprezzamento unanime anche dei media nazionali che le hanno riservato grande attenzione: magazine, stampa specializzata e i canali Rai hanno infatti dedicato all’evento approfondimenti specifici, così come le maggiori testate quotidiane nazionali se ne sono occupate pubblicando dossier dedicati e ampi spazi di commento.
Va ricordato inoltre l’impegno della Fondazione per Civitas, che svolge esclusivamente attività di impresa strumentale finalizzata alla diretta realizzazione degli scopi statutari perseguiti dalla Fondazione nei Settori Rilevanti ed ha per oggetto lo studio, la progettazione, la realizzazione e la gestione di eventi, convegni, mostre e iniziative immobiliari promosse o partecipate dalla Fondazione.
In questa cornice la Fondazione ha altresì proseguito la collaborazione con la Fondazione Casa Artusi per la creazione del primo centro di cultura gastronomica in Italia dedicato alla cucina domestica, sostenendo anche l’avvio di un progetto capace di valorizzare ulteriormente, in chiave commerciale, il nome di Pellegrino Artusi come ambasciatore della cucina e, più in generale, dello stile di vita italiano nel mondo.
Con riferimento al sostegno delle molteplici realtà del Terzo Settore operanti sul territorio, sono state accordate numerose proroghe per consentire agli enti beneficiari di contributo di poter riprogrammare – in considerazione del perdurare dell’emergenza sanitaria – i progetti con modalità alternative o comunque di realizzarli in condizioni di sicurezza.

L’investimento complessivo nel 2021 è stati pari a: € 1.885.000

 

Volontariato, filantropia e beneficenza

L’importanza del Terzo Settore per le sue azioni di prossimità e capillarità nel sistema di “welfare di comunità” è emersa con forza in questo momento storico, nel quale il monitoraggio del tessuto sociale nelle sue diverse sfaccettature è risultato fondamentale per intercettare le sfide attuali. In uno scenario profondamente provato dall’emergenza sanitaria, la cooperazione tra tutti gli attori sociali è risultata più che mai importante per intercettare i bisogni della comunità locale e per riorganizzare strumenti e modalità di progettare, agire e operare. Sono stati perciò fondamentali il confronto con il Comune di Forlì nell’ambito delle politiche di supporto al welfare, la collaborazione e la ridefinizione degli strumenti di contrasto alla povertà insieme alla Caritas Diocesana di Forli Bertinoro, il sostegno alle realtà del Terzo Settore territoriali, al fine di poter proseguire, anche se con forme limitate o diverse, le proprie attività di volontariato e assistenza, essenziali per stare al fianco delle persone in questo momento di grande insicurezza generale. Sono stati quindi previsti in tale Settore stanziamenti per oltre € 400 mila destinati a interventi a supporto delle situazioni di fragilità e di disagio sociale: la Mensa dei Poveri San Francesco, l’Emporio della solidarietà, l’attività della Fondazione Buon Pastore - Caritas Forlì nonché il rifinanziamento del Fondo a sostegno degli oneri locativi. Come già sottolineato, l’attività di supporto a tali emergenze ha visto una forte interazione con le istituzioni locali, la cooperazione sociale ed il volontariato. È stato quindi previsto un apposito accantonamento – di complessivi € 500 mila nel biennio 2021-2022 – per una nuova edizione del Bando “Territori di Comunità”: sempre con l’obiettivo di offrire ai bambini, ragazzi e giovani – dai 6 ai 17 anni – spazi e tempi, senso di appartenenza, stimoli per la partecipazione ed il protagonismo, questa settima edizione propone anche nuove modalità e piste di lavoro, anche alla luce dei cambiamenti e delle esperienze maturate durante la fase emergenziale della pandemia.
Nell’esercizio in esame è stata infine prevista anche l’ultima quota di € 56 mila – a valere sull’accantonamento complessivo triennale 2019-2021 di € 168 mila – per l’avvio di YEPP Forlì, anche in collaborazione con l’Assessorato alle politiche giovanili del Comune di Forlì. YEPP - Youth Empowerment Partnership Programme è un progetto internazionale fatto dai giovani per i giovani. Dal 2001 viene applicato in diversi Paesi europei: promuove la partecipazione, la cittadinanza attiva, l’autonomia, la responsabilità dei giovani e il loro impegno per il miglioramento delle comunità in cui vivono. In Italia esistono attualmente 12 gruppi YEPP, che coinvolgono 60 Comuni. Nel 2021 sono stati selezionati i referenti del progetto forlivese che ora stanno ponendo le basi per l’avvio delle attività del gruppo giovanile che avrà la sua sede presso la Fabbrica delle Candele.

L’investimento complessivo nel 2021 è stati pari a: € 2.216.282

Settori ammessi

Per quanto le risorse rese disponibili in questi Settori siano inferiori, per loro natura, a quelle attive nei Settori rilevanti, è il caso di segnalare come la metodologia adottata, con le dovute proporzioni, sia la medesima: progetazione articolata e finalizzata; compartecipazione; concentrazione di risorse.

Assistenza agli anziani

Nell’ambito delle attività previste dal Piano Sociale di Zona e con il Comune di Forlì quale capofila per il comprensorio forlivese, l’erogazione effettuata in questo settore – oltre al tradizionale strumento operativo degli assegni di cura, finalizzati a sostenere la domiciliarità degli anziani – ha previsto anche due ulteriori azioni progettuali, destinate al contenimento delle rette dei centri diurni non accreditati e al sostegno delle famiglie con anziani non autosufficienti che necessitano di assistenza residenziale temporanea. È opportuno segnalare che l’ideazione e la strutturazione di queste iniziative nel loro insieme è avvenuta anche grazie al coinvolgimento della cabina di regia attivata con il Bando “OverAll”, che ha svolto una fondamentale funzione di “antenna” sul territorio. È stato previsto un apposito stanziamento per la seconda edizione del Bando OverAll che vedrà l’assegnazione dei contributi nel 2022.

Investimento complessivo nel 2021: € 500.000

Attività sportiva

Nel 2021 la Fondazione, attraverso il bando “Sport” ha inteso sostenere in particolare il rilancio dell’attività ordinaria svolta dalle tante realtà sportive a favore dei più giovani, la cui operatività è stata duramente colpita dalla emergenza sanitaria Covid-19, con compromissione dell’importante ruolo territoriale di promozione di iniziative, di diffusione dello sport per tutti i cittadini, di facilitazione dell’inclusione e coesione sociale, oltre che di sostegno alla crescita della persona e all’adozione di stili di vita sani. In linea con gli scopi statutari, le azioni progettuali finanziate dalla Fondazione hanno avuto come prima finalità quella di attuare interventi mirati al sostegno dello sport inteso come pratica educativa continuativa e preventiva in grado di incidere significativamente sulla salute psico-fisica di tutta la cittadinanza partendo dalle generazioni più giovani. Un secondo aspetto riguarda la valorizzazione dello sport come strumento in grado di prevenire e combattere forme di marginalità e disagio sociale attraverso la promozione e lo stimolo di un’adeguata cultura dello sport come fattore di benessere, coesione e veicolo di valori. Le minori risorse destinate al settore sono da imputare principalmente alle proroghe concesse a numerosi progetti del 2020 sospesi a causa dell’emergenza sanitaria e che sono proseguiti nell’esercizio successivo.

 Investimento complessivo nel 2021: € 280.000

Educazione, istruzione e formazione

Con riferimento ai consueti progetti sostenuti dalla Fondazione per il contrasto al disagio e alle fragilità, nonché per l’ampliamento dell’offerta formativa, in particolare per le scuole primarie e secondarie di I grado, si segnala che nel corso del 2021 – come già accennato – sono state stanziate minori risorse rispetto alle precedenti annualità: l’impatto provocato dall’emergenza sanitaria ha di fatto interrotto le azioni progettuali originariamente previste nel 2020, che sono state pertanto prorogate fino all’anno scolastico 2020/2021. È stato inoltre confermato l’impegno a favore del Fondo a sostegno del sistema educativo – avviato nel 2012 in collaborazione con il Comune di Forlì e i gestori delle scuole paritarie – e finalizzato ad offrire sostegno economico alle famiglie utenti delle scuole dell’infanzia comunali e private paritarie in situazione di disagio socio-economico nonché all’integrazione scolastica di minori con deficit.

Investimento complessivo nel 2021: € 209.200

 

Valutazione d'impatto

Le Fondazioni di origine bancaria (FOB) svolgono oggi un ruolo fondamentale per la costruzione del nuovo welfare di comunità, un modello di welfare che supera quello tradizionale, realizzato da una pluralità di attori, sostenibile, equo, accessibile e promotore di comportamenti responsabili e di cittadinanza attiva. Tale modello, che porta il welfare ad essere un ambito produttivo in grado di generare occupazione, valore sociale ed economico, comporta la necessità di: interrogarsi sull’efficacia e sull’efficienza degli strumenti di intervento sociale attualmente in uso; promuovere l’autonomia delle persone; concorrere alla creazione di funzionali sistemi di governance comunitaria e di erogazione dei servizi.

All’interno di questo scenario evolutivo, il ruolo delle FOB si gioca principalmente su tre ambiti:

  • la promozione di percorsi di innovazione del sistema di welfare;
  • la costruzione di reti sociali;
  • l’amplificazione dell’impatto prodotto per la comunità.

È proprio all’interno di questa visione rinnovata rispetto al ruolo delle FOB che trova spazio la necessità di valutare le attività finanziate attraverso le risorse erogate dalle Fondazioni assumendo un differente punto di vista, quello cioè del cambiamento sociale generato. Con quest’ultimo concetto si fa riferimento alla trasformazione sistemica relativa a modelli di pensiero, relazioni sociali, istituzioni e strutture sociali che ha luogo attraverso un orizzonte temporale di lungo periodo. La capacità degli enti del Terzo settore di essere soggetti “trasformativi” rispetto a comunità e territori in cui operano, oggi, si collega principalmente alle modalità con cui tali realtà costruiscono valore attraverso l’attuazione dei valori identitari su cui vengono a costituirsi e ad implementare le proprie attività.

Coerentemente con questa interpretazione del tema, la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì ha avviato un’attività di valutazione di impatto sociale rispetto al proprio operato con l’obiettivo di verificare le modalità e l’intensità delle azioni sostenute nel costruire un welfare di comunità, ovvero un sistema di welfare che, attraverso la risposta a questi bisogni sociali, al contempo rigenera i territori attraverso lo sviluppo di opportunità per le persone di ampliare le proprie possibilità (in termini sia economici che sociali) e garantisce la crescita di una società caratterizzata da benessere economico, relazioni sociali e qualità dei servizi offerti.

Valutazione di impatto del Bando “Territori di comunità – IV ed."

La IV edizione del bando “Territori di Comunità” ha sostenuto progetti di durata biennale per l’implementazione e il funzionamento di centri educativi e aggregativi, oratori e doposcuola sul territorio di riferimento. Con tale bando, la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì ha voluto incentivare la promozione della costruzione di welfare di comunità attraverso il finanziamento di attività in grado di consolidare i legami sociali sul territorio di riferimento. Obiettivo principale è del bando è stato quello di contrastare la vulnerabilità, fenomeno crescente e caratterizzato principalmente da una scarsa densità relazionale ancor prima che da una mancanza in termini di risorse economiche, attraverso progetti volti ad affrontare i temi dell’intergenerazionalità, dell’educazione civica, dell’educazione alla cura del sé, dei luoghi e degli spazi in cui le attività si svolgono nonché dei beni comuni del territorio.

A tal fine, la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, attraverso il bando promosso, ha cercato di facilitare il consolidamento delle reti esistenti ed incentivare la nascita di nuove in particolare attraverso i fattori relazionali, ovvero quegli elementi che determinano la capacità delle organizzazioni coinvolte all’interno della rete di cooperare e partecipare a forme aggregative qualificando la rete stessa. In tale ottica, i centri educativi e aggregativi, gli oratori ed i doposcuola sono stati concepiti come luoghi sul territorio dove creare occasioni nelle quali le giovani generazioni rivestono un ruolo centrale. I centri si connotano, infatti, da un lato, come luoghi in cui si realizza la convivenza di giovani portatori di grandi differenze – nazionalità, lingue, culture, religioni – e si sviluppano possibilità formative ed occasioni di svago (funzione aggregativa); dall’altro, come luoghi deputati all’intercettazione precoce delle situazioni di disagio per ridurre il rischio di esclusione sociale e di dispersione scolastica dei beneficiari (funzione preventiva).

Valutazione di impatto del Bando “Territori di Comunità – IV ed.”
Report

Valutazione di impatto del Bando "Generazione Over"

Il bando “Generazione Over” integra le classiche modalità di azione della Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì sul tema invecchiamento della popolazione (finanziamento per il “Protocollo di intesa per il programma di sviluppo degli interventi di sostegno alla domiciliarità degli anziani nel territorio forlivese – assegni di cura” e progetto “Assistenza Domiciliare Alzheimer”) con l’obiettivo di rispondere in modo ancora più innovativo ed efficace ai bisogni emergenti di questa fascia di età. Consapevole della rilevanza del tema nonché delle dinamiche di cambiamento in atto nel contesto di riferimento – crisi del tradizionale sistema di welfare, riduzione della capacità di cura famigliare dovuta a minori risorse economiche e/o difficoltà nella conciliazione tempi di vita–lavoro, erosione delle relazioni sociali e di prossimità, ecc. – la Fondazione intende stimolare e supportare un’evoluzione delle modalità di azione dei soggetti operanti nel settore in chiave comunitaria. Il modello che si intende promuovere rientra nel quadro interpretativo del welfare di comunità, ovvero di un welfare realizzato da una pluralità di attori, sostenibile, equo, accessibile e promotore di comportamenti responsabili e di cittadinanza attiva.

All’interno di questo contesto, il bando ha voluto perseguire un obiettivo macro legato al tema dell’anzianità attiva, premiando e sostenendo attività e servizi innovativi rivolti agli anziani che, se da un lato sono portatori di bisogni in termini di assistenza e cura (e relativa fruizione di servizi in tal senso), dall’altro possono ancora essere portatori di risorse inestimabili se collocati all’interno di un contesto relazionale adeguato. Gli obiettivi specifici perseguiti rispetto agli anziani beneficiari dalla rete di servizi ad alto impatto relazionale creata attraverso il bando “Generazione Over” miravano a:

  • una migliore partecipazione attiva alla vita comunitaria;
  • la costruzione di legami intergenerazionali;
  • l’attivazione di un sistema integrato con le famiglie e gli stakeholder pubblici e privati

Valutazione di impatto del Bando “Generazione Over”
Report

Valutazione di impatto degli assegni di cura

L'assegno di cura è un beneficio economico istituito dalla Regione Emilia-Romagna (L.R. 5/94) per sostenere e incentivare la domiciliarità come soluzione per le persone anziane (over 65) non autosufficienti, favorendo il paradigma della longevità attiva attraverso il raggiungimento o il mantenimento del più alto livello di autonomia e relazione possibile.
Nel periodo 2010-2019 il contributo della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì è stato pari a € 3.360.000, owero al 20% dei € 16.736.303 riservati alla misura.
Ciò ha permesso di contribuire a erogare 2.191 assegni di curaulteriori (23%) ai 7.146 finanziati grazie ai fondi pubblici (77%).

Valutazione di impatto degli "assegni di cura”

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