Arte, attività e beni culturali

Anche nel 2019, nel segno della continuità progettuale, è risultato signiicativo l’impegno profuso dalla Fondazione per la realizzazione dell’evento espositivo “Ottocento. L’arte dell’Italia tra Hayez e Segantini”, allestita presso i Musei San Domenico: sono state ricostruite con un confronto straordinario – tra architettura, pittura, scultura, illustrazione e arti decorative – le vicende dell’arte italiana nel mezzo secolo che ha preceduto la rivoluzione del Futurismo, consentendo di comprendere criticamente come l’arte sia stata non solo un formidabile strumento celebrativo e mediatico per creare consenso, ma anche il mezzo più popolare, “democratico” per far conoscere agli italiani i percorsi esaltanti e contraddittori di una storia antica e recente.
I visitatori sono stati circa 85.000: sono state realizzate visite formative per 960 docenti, 100 dirigenti scolastici della Regione Emilia-Romagna e 120 guide turistiche; sono stati inoltre organizzati 150 laboratori didattici e 500 classi si sono recate alla Mostra, contribuendo a un trend di crescita della componente giovane del pubblico interessato all’iniziativa. Si segnala inoltre un elevato numero di ospiti dalle altre province dell’Emilia-Romagna e da fuori Regione, pari al 29%, che testimonia non solo il notevole successo dell’evento espositivo ma anche l’accresciuta attrattività del territorio.
Signiicative sono state anche le iniziative promosse nell’ambito del Bando dedicato agli eventi culturali collaterali alla Mostra, che hanno avuto un  particolare rilievo di pubblico, con oltre una cinquantina di eventi realizzati nel territorio.
È proseguita anche nel 2019 la gestione degli spazi espositivi del Palazzo del Monte di Pietà da parte dell’Associazione Regnoli 41, grazie alla quale sono state allestite nel corso dell’anno numerose mostre che hanno confermato un signiicativo aflusso di pubblico.
Sono state inoltre garantite le risorse destinate alla promozione e al sostegno di una pluralità di realtà territoriali – riconducibili in primo luogo all’associazionismo culturale, musicale e teatrale – a favore delle quali è stato riconosciuto complessivamente un importo di circa € 200 mila.
Nel corso dell’anno si è svolta anche la XXIV edizione della rassegna “Incontri con l’Autore”, dedicata ad alcune tra le evidenze editoriali attualmente più signiicative, nell’ambito della quale si sono alternati autori di rilievo nazionale e internazionale.
Va ricordato inine l’impegno per il recupero di immobili di rilevanza storico-artistica, ai quali è stato destinato un importo complessivo oltre € 400 mila, in buona parte utilizzati per il restauro di beni ecclesiastici come le Chiese di Sant’Andrea in Badia in Dovadola, Santa Maria del Lago in Bertinoro, San
Martino in Pianetto – in Galeata, San Martino in Premilcuore, Santa Maria delle Lacrime in Rocca San Casciano, San Giovanni Battista in Castiglione e la Basilica di San Mercuriale.

L’investimento complessivo nel 2019 è stato di € 2.630.135

Ricerca scientifica e tecnologica

La Fondazione ha confermato il proprio sostegno a favore del Campus forlivese anche nel 2019, consolidando così l’insediamento universitario nel territorio con un impegno complessivo negli ultimi quattro anni di oltre € 3,6 milioni. È attualmente in essere un Accordo Attuativo che permetterà la conclusione della realizzazione del Campus Universitario di Forlì: con questo accordo infatti, Università, Comune e Fondazione hanno sottoscritto l’impegno a inanziare i lavori di recupero e risanamento conservativo del Padiglione Sauli-Safi per un totale di € 9,5 milioni. La Fondazione ha previsto di allocare apposite risorse per un impegno pluriennale complessivo di € 2,5 milioni e si prevede il completamento dei lavori nel 2021.
Un altro progetto di rilievo è il sostegno all’avvio e al consolidamento del Corso di Medicina e Chirurgia presso il Campus di Forlì nell’ambito di un accordo complessivo con l’Università di Bologna, il Comune di Forlì e alcuni inanziatori privati del territorio. In vista dell’attivazione del Corso, prevista per l’anno accademico 2020/2021, già nel 2019 sono state allocate apposite risorse per tale inalità.
Continua l’attività di Romagna Tech, la società consortile nata dalla convergenza fra Rinnova e Centuria che ha iniziato a svolgere la propria attività a favore delle imprese locali. Romagna Tech è il frutto di un lungo percorso che ha avuto come obiettivo quello di razionalizzare, integrare e ottimizzare competenze e risorse, nell’ottica di incrementare l’eficacia e la qualità delle risposte da offrire ai bisogni di innovazione e sviluppo delle nostre imprese.
Anche nel 2019 è stato confermato, inine, l’importante sostegno a favore delle realtà cui la Fondazione partecipa in qualità di socio (Ser.In.Ar., Fondazione Centro Ricerche Marine, Ce.U.B. e Is.Aer.S.).

L'intervento complessivo nel 2019 è stato di € 1.316.165

Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa

Anche nel 2019 si è confermato il metodo di lavoro già individuato per il Settore. In primis è stata sostenuta – in continua sintonia e collaborazione con l’Azienda USL della Romagna – l’innovazione delle strumentazioni, in modo da favorire la ricerca e la sperimentazione assicurando le migliori prestazioni nell’ambito della prevenzione e della diagnosi nonché una più eficace risposta terapeutica alla nostra comunità di riferimento. Nell’esercizio considerato sono state pertanto accantonate nuove risorse per l’acquisizione di strumentazioni all’avanguardia che vanno a potenziare la dotazione dell’Ospedale forlivese. È stata altresì accantonata l’ultima quota dello stanziamento destinato a sostenere l’acquisizione della Casa Accoglienza San Giuseppe “Antonio
Branca” da parte dell’IRST di Meldola per garantire ospitalità ai pazienti e ai loro familiari: nel corso del 2019, grazie alla liquidazione dell’importo accantonato dalla Fondazione a partire dal 2012, l’IRST ha acquisito la proprietà della struttura.
È proseguito inine il sostegno all’associazionismo e alle realtà che garantiscono i servizi di cura a beneicio degli ammalati e dei loro familiari del nostro territorio.

L’investimento complessivo nel 2019 è stati pari a: € 870.400

Sviluppo locale ed edilizia popolare locale

Nella cornice dei documenti programmatici predisposti dagli Organi, la Commissione Distretto “Antonio Branca” è diventata negli anni sempre più una signiicativa occasione di confronto delle istituzioni locali, dove vengono condivise e approfondite le inalità del relativo Bando, che spaziano dal sostegno allo sviluppo socio-culturale nonché più in generale a quello economico occupazionale del territorio di riferimento.
Nelle varie edizioni l’intento di questa iniziativa è stato quello di non disperdere i finanziamentidestinati al territorio con interventi a pioggia sulle molteplici e spontanee richieste di contributo provenienti dalle singole realtà periferiche, ma di canalizzare le risorse disponibili nell’ambito di una progettualità organica, condivisa e coordinata.
Il percorso di ascolto del territorio ha, infatti, come obiettivo una progettualità di sistema, che valorizzi il territorio attivando logiche organiche, creando  identità, coinvolgimento, sviluppo, accessibilità e fruizione, e soprattutto sviluppando modelli operativi che si dimostrino concretamente sostenibili. La scelta è stata quella di costruire attorno alla Fondazione un metodo di collaborazione, condivisione e compartecipazione per dare risposte alle priorità individuate per lo sviluppo di politiche economiche, sociali, ambientali e culturali nel territorio. Tale approccio ha dato e dà tuttora la possibilità di coinvolgere intelligenze e risorse di varia provenienza e di promuovere iniziative di maggior spessore e ricadute in un’ottica di sempre maggiore integrazione ed intersettorialità.
Nell’arco degli anni questa iniziativa è risultata pagante sotto il proilo dei risultati ottenuti e per questo vi è stata una partecipazione sempre più attiva e interessata dei diversi soggetti coinvolti. Nel corso di 12 anni (dal 2007 al 2018) con questa modalità sono stati deliberati 178 interventi per un importo complessivo di oltre € 11 milioni, generando così un effetto di attrazione di risorse sul territorio 3 volte superiore (stimabile in circa € 35 milioni), anche grazie al coinanziamento con fondi propri delle Amministrazioni locali, inanziamenti ministeriali e regionali e di altri enti tra cui Romagna Acque, l’Ente Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, etc..
Per la nuova edizione del Bando si è ritenuto opportuno concentrare le risorse delle due annualità 2019-2020, raggiungendo un plafond complessivo di € 2 milioni: tale decisione è motivata sia dall’avvicendamento dei Sindaci in numerose Amministrazioni locali avvenuto nel 2019, sia dalla considerazione che l’ancor più consistente ammontare delle risorse messe a disposizione dalla Fondazione possa – come auspicato dagli stessi Sindaci del territorio – realizzare le condizioni per attuare progetti ancora più signiicativi e di maggior impatto per ciascun Comune interessato.
In questa edizione è stato indicato come prioritario il sostegno a iniziative innovative e di ampio respiro, che valorizzino il territorio con un approccio improntato alla sostenibilità (beni, lavori o servizi che presentano un minor impatto sulla salute e sull’ambiente, ivi inclusi i beni o prodotti
da iliera corta o a chilometro zero), all’intersettorialità, alla creazione di valore durevole per la comunità e alla capacità di creare reti e collaborazioni virtuose tra gli Enti e nei settori di attività della Fondazione.
È continuato altresì il progetto “Experience Colloquia” – basato sulla realizzazione di incontri e momenti di rilessione con personalità di livello internazionale – che ha contribuito a delineare sempre più la nostra città come luogo in cui si dibatte e si pianiica in merito alla cultura,
all’economia etica e al valore condiviso. Tra gli ospiti degli incontri realizzati nel 2019 in particolare si possono citare: Robert Atkinson, Alberto Forchielli, Alessandra Sardoni, Steve McCurry e Raj Patel.
Con riferimento al già avviato progetto di marketing territoriale, si evidenzia che nel 2019 sono state seguite le seguenti 3 linee operative:

  • realizzazione di eventi, quali il Festival del Buon Vivere, vetrina delle best practices della Romagna sul piano dell’economia sociale, nonché la mostra di Steve McCurry dedicata al tema del cibo, visto come espressione del Buon Vivere, ovvero dell’economia delle relazioni, a partire dalla Romagna in tutto il mondo. A testimonianza di ciò una sezione della mostra, così come diversi altri eventi, sono stati realizzati a Forlimpopoli, sotto il titolo di “Buon Vivere Artusiano”;
  • costruzione di relazioni, non solo con il territorio forlivese e romagnolo attraverso una serie di eventi diffusi, ma anche con altri territori: ne è un esempio il progetto “For.Mat.”, che ha visto l’immagine della Romagna forlivese come Terra del Buon Vivere protagonista di Matera Capitale della Cultura e la direzione di Matera Capitale della Cultura ospite del Festival del Buon Vivere;
  • costruzione e diffusione della memoria attraverso progetti editoriali: tra le molteplici iniziative realizzate in questo ambito si segnalano la rivista Buon Vivere, dedicata a mettere in luce – e a confronto – i migliori progetti di economia del Buon Vivere in Romagna e nel mondo, la raccolta “Romagna d’autore”, nella quale narratori italiani e stranieri raccontano la loro esperienza di vita o di viaggio in Romagna, e inine il libro strenna della Fondazione per il 2019, dedicato ad una delle massime eccellenze del nostro territorio, il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

L’investimento complessivo nel 2019 è stati pari a: € 2.132.200

 

Volontariato, filantropia e beneficenza

Una considerevole parte degli stanziamenti del Settore è stata destinata agli Enti impegnati in attività e progetti inalizzati al contrasto delle situazioni di fragilità e di disagio sociale, tra cui si segnalano la Mensa dei Poveri San Francesco, l’Emporio della solidarietà, la Fondazione Buon Pastore
- Caritas Forlì, nonché l’importante progetto per l’inclusione sociale ed il reinserimento lavorativo “Semi di Speranza”.
La forza delle interazioni con le istituzioni locali, la cooperazione sociale ed il volontariato verso la creazione di reti solide ed incisive può essere utilmente rafforzata anche attraverso l’attivazione di appositi Bandi. Per l’annualità 2019 si evidenziano sia il Bando per l’inserimento lavorativo dei disabili (ultima annualità di uno stanziamento triennale per complessivi € 300 mila) che il Bando “Infrastrutture per il Sociale” (con un plafond complessivo di € 600 mila suddiviso in 3 annualità, grazie al signiicativo contributo di Intesa Sanpaolo). Quest’ultimo – articolato in 2 linee operative, Automezzi e Immobili/attrezzature – è inalizzato a sostenere il potenziamento o l’innovazione delle attività del Terzo Settore attraverso la riqualiicazione di spazi e strutture, l’acquisto di automezzi ed attrezzature, con la primaria inalità di migliorare l’accessibilità, la qualità nonché la capillarità dei servizi offerti, afinché gli stessi possano effettivamente rispondere al complesso dei bisogni emergenti dal territorio di riferimento.
Sono pervenute richieste da parte di 39 Enti con un importo totale previsto per la realizzazione delle proposte progettuali presentate pari a circa € 1,7 milioni, di cui oltre € 800 mila richiesti alla Fondazione. Grazie all’utilizzo dell’intero ammontare dello stanziamento effettuato, sono stati inanziati i seguenti interventi: acquisto di 19 automezzi (3 ambulanze, 7 pulmini 9 posti e 9 automezzi 4-7 posti); ristrutturazione/riqualiicazione di 10 immobili; acquisto di attrezzature per 7 progetti/luoghi (laboratori, sale multimediali, attrezzature per attività occupazionali etc.).
Questi i progetti finanziati:

Nel 2019 è stata indetta la VI edizione del Bando Territori di comunità. Nell’ambito delle attività di programmazione è stata infatti riconosciuta come prioritaria l’esigenza di prestare la massima attenzione alle molteplici voci delle giovani generazioni e ciò è testimoniato dai numeri relativi alle precedenti edizioni del Bando. L’importo complessivamente distribuito sul territorio a partire dal 2007 è stato di oltre € 2,5 milioni, consentendo l’attivazione di 54 progetti in rete per un investimento complessivo di circa € 7,3 milioni e un effetto leva pari a 3,1.
In continuità con le edizioni precedenti si è inteso favorire i progetti che prevedono attività di aggregazione e/o di prevenzione del disagio giovanile al ine di garantire continuità alle realtà del privato sociale che operano in tale ambito, promuovendo il benessere e il protagonismo giovanile. Inoltre, d’intesa con la
“cabina di regia”, si è cercato di recepire nella nuova edizione del Bando quanto espresso dalle linee di programmazione della Fondazione: ciò si è tradotto nella promozione, contestualmente alla assegnazione dei inanziamenti, anche di apposite iniziative destinate alle attività di comunicazione e fundraising per equilibrare la sostenibilità economica dei progetti più signiicativi e poterne garantire la continuità nel tempo. Gli esiti sono stati deliberati nel mese di gennaio 2020 con l’approvazione dei seguenti progetti:

Inine, potendo conidare sulla capillare e radicata presenza di realtà associative e volontaristiche, la Fondazione ha destinato importanti risorse a sostegno dei progetti di queste ultime.

Una nuova iniziativa “con i giovani”
Da lungo tempo la Fondazione sostiene e promuove molte iniziative a favore dei giovani, anche grazie alla presenza di un ricco welfare comunitario locale. Facendo seguito alle rilessioni maturate in sede di discussione del Programma Pluriennale di Attività 2018-2020 e rilevando la forte esigenza di dedicare ancora maggior attenzione al tema dei giovani nell’individuazione e nella deinizione delle linee programmatiche della Fondazione, nel mese di novembre 2017 si è dato vita ad una apposita Commissione temporanea di studio, con l’intento di offrire a tale gruppo di lavoro il più ampio spettro di competenze e contributi da parte del mondo dell’educazione, del lavoro, delle professioni, dell’università, dell’associazionismo, nonché delle forze economiche. A seguito di numerosi momenti di dialogo e ascolto con diversi gruppi giovanili, con i rappresentanti della società civile, e successivamente ad una approfondita rilessione e discussione interna, è scaturito un memorandum di osservazioni e proposte, recepito nel Documento Programmatico Previsionale 2019, dal quale è emerso con chiarezza il nuovo obiettivo della Fondazione: favorire e promuovere iniziative la cui progettualità deve partire direttamente dai giovani. Con questo intento è stata avviata una ricerca al ine di veriicare se vi fossero progetti analoghi nel panorama nazionale, con riferimento anche ad altre Fondazioni: nel corso di tale analisi è risultata molto signiicativa l’esperienza, ormai consolidata, della Compagnia di San Paolo con l’Associazione YEPP Italia.
YEPP (Youth Empowerment Partnership Programme) è stato fondato e promosso nel 2001 da un gruppo di Fondazioni europee e statunitensi, dall’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), dall’International Academy (INA) presso l’Università di Berlino e dal NEF (Network of European Foundations): un gruppo di esperti in ambito sociologico e educativo ha ideato un metodo per lo sviluppo di percorsi partecipati di cittadinanza attiva nelle comunità locali, mirati in particolare ai giovani. YEPP si è diffuso in Europa, attivando “siti locali” in 8 Paesi (Germania, Polonia, Bosnia Erzegovina, Irlanda, Slovacchia, Belgio, Finlandia, Italia).
YEPP è un percorso che viene avviato in un territorio (denominato “sito”) dove si vuole investire sul rafforzamento e sull’acquisizione di autonomia dei giovani; è infatti un metodo di promozione e sviluppo della cittadinanza attiva dei giovani, che li considera attori primari dei processi avviati e non destinatari. L’oggetto precipuo del lavoro in un sito è l’empowerment, inteso nelle tre dimensioni in cui usualmente viene declinato, cioè individuale, sociale, di comunità: la proposta di YEPP ai giovani prevede l’assunzione di responsabilità reali verso gli altri giovani e verso la comunità locale, commisurate all’età e alle capacità individuali.
Grazie anche ad una visita di studio di alcuni siti YEPP piemontesi (Porta Palazzo, Falchera e Pinerolo), non solo si è approfondita la conoscenza e la validità della metodologia utilizzata, ma si è riscontrato direttamente come i giovani si siano realmente appropriati di tale metodo acquisendo una totale
autonomia progettuale. Si è dunque valutata la fattibilità di un’esperienza forlivese: quali elementi essenziali per l’avvio di un sito YEPP, infatti, vi sono l’individuazione di un luogo adatto ad accogliere i giovani e la disponibilità dell’Amministrazione comunale locale a sostenere, anche con azioni concrete, il
progetto. Il Comune di Forlì si è dimostrato immediatamente interessato a collaborare all’iniziativa, proponendo di mettere a disposizione un sito adeguato a tale inalità, ristrutturato grazie a inanziamenti regionali e in da subito pensato e realizzato per i giovani. Sono state quindi accantonate apposite risorse per attivare il progetto nel nostro territorio.

Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile
La povertà economica è spesso causata dalla povertà educativa: le due si alimentano reciprocamente e si trasmettono di generazione in generazione. Un’alleanza per contrastare questo preoccupante fenomeno è stata messa in campo dalle Fondazioni di origine bancaria e dal Governo che, con apposite agevolazioni fiscali previste nella Legge di stabilità per il 2016, ha voluto incentivare l’ulteriore impegno delle Fondazioni su questo fronte.
A ine aprile 2016 i due partner hanno irmato un Protocollo d’Intesa per la gestione di un Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, che è destinato “al sostegno di interventi sperimentali finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori”. Il Fondo è alimentato dalle Fondazioni di origine bancaria, che usufruiscono di un credito d’imposta.
Nel triennio 2016-2018 le Fondazioni hanno alimentato il Fondo con circa € 360 milioni. La Legge di Bilancio 2019 ha confermato il Fondo per il triennio 2019-2021, mettendo a disposizione € 55 milioni annui di credito di imposta a favore delle Fondazioni di origine bancaria che possono usufruirne per il 65% degli importi versati. Si prevede quindi un contributo da parte delle Fondazioni di circa € 80 milioni l’anno. L’operatività del Fondo è stata assegnata all’impresa sociale Con i Bambini per l’assegnazione delle risorse tramite bandi. Le scelte di indirizzo strategico sono deinite da un apposito Comitato di indirizzo nel quale sono pariteticamente rappresentate le Fondazioni di origine bancaria, il Governo, le organizzazioni del Terzo Settore e rappresentanti di INAPP e EIEF – Istituto Einaudi per l’Economia e la Finanza. Con i Bambini ha pubblicato ad oggi sei bandi (Prima Infanzia 0-6 anni, Adolescenza 11-17, Nuove Generazioni 5-14 anni, Un passo avanti, Ricucire i sogni e Cambio rotta), selezionando complessivamente 355 progetti in tutta Italia, tra cui 17 idee progettuali legate alle iniziative in coinanziamento e 6 progetti sostenuti tramite l’iniziativa per le aree terremotate. Nella gestione dei bandi, è stato introdotto l’elemento della valutazione di impatto. I progetti approvati, sostenuti con un contribuito di circa € 81 milioni, coinvolgono oltre 480.000 bambini
e ragazzi, insieme alle loro famiglie, che vivono in condizione di disagio, interessando direttamente circa 6.600 organizzazioni, tra Terzo Settore, scuole, enti pubblici e privati. Va segnalato che nell’ambito di tali Bandi hanno ricevuto signiicativi inanziamenti anche alcune realtà/reti del territorio di riferimento della Fondazione, testimoniando così le loro notevoli capacità e competenze anche a livello nazionale.

L’investimento complessivo nel 2019 è stati pari a: € 2.588.863

Settori ammessi

Per quanto le risorse rese disponibili in questi Settori siano inferiori, per loro natura, a quelle attive nei Settori rilevanti, è il caso di segnalare come la metodologia adottata, con le dovute proporzioni, sia la medesima: progetazione articolata e finalizzata; compartecipazione; concentrazione di risorse.

Assistenza agli anziani

Parte delle risorse è stata impegnata a sostenere la domiciliarità degli anziani - nell’ambito delle attività previste dal Piano Sociale di Zona - attraverso lo strumento degli assegni di cura, assegnando così alle famiglie una centralità di tutto rilievo nel supporto alle esigenze di accudimento e di assistenza. Oltre a tale tradizionale strumento operativo, l’impegno della Fondazione nel Settore si è concretizzato nella indizione del Bando “OverAll”, evoluzione della precedente iniziativa “Generazione Over”. Quale nuova direttrice di azione, si segnala che è stata attivata una cabina di regia che coinvolge gli enti inanziati nell’ambito del Bando e l’Amministrazione comunale di Forlì, in qualità di capoila anche per i Comuni del comprensorio di riferimento: tale gruppo di lavoro ha quale obiettivo – fra gli altri – l’attivazione e la realizzazione di azioni mirate a dare soluzioni innovative all’assistenza agli anziani.

Investimento complessivo nel 2019: € 500.000

Attività sportiva

La Fondazione continua ad assicurare il proprio sostegno al mondo dell’Associazionismo sportivo dilettantistico attraverso l’indizione di un bando speciico. Tale strumento ha consentito di favorire ancora di più la pratica sportiva per tutte le fasce di popolazione, con particolare attenzione ai giovani ed alle categorie più deboli, promuovendo e stimolando un’adeguata cultura dello sport come fattore di benessere, prevenzione del disagio, coesione, veicolo di valori. È stato inoltre confermato l’impegno per il progetto “Classi in movimento”, attraverso il quale viene svolta una fondamentale funzione di alfabetizzazione motoria in tutte le classi della scuola primaria di Forlì e del Comprensorio. Di rilievo è stato l’evento dedicato alla presentazione della nuova edizione del Bando Sport – svoltosi il 28 novembre u.s. alla presenza di numerosissimi giovani atleti – con la signiicativa testimonianza di Jury Chechi, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atlanta 1996. L’incontro è stato promosso anche in memoria di Bruno Grandi, già presidente della Federazione Internazionale di Ginnastica e socio della Fondazione.

 Investimento complessivo nel 2019: € 362.000

Educazione, istruzione e formazione

Analogamente a quanto avvenuto nelle precedenti annualità, sono state destinate importanti risorse a progetti – deiniti di concerto con gli Istituti del territorio e l’Uficio Scolastico – nel campo dell’alfabetizzazione, dell’innovazione tecnologicadidattica, del contrasto alle situazioni di disagio ed alla dispersione scolastica, nonché di supporto agli istituti superiori per i progetti di alternanza scuola-lavoro. Per l’anno 2019 va segnalata in particolare l’indizione del Bando “Dire, fare, imparare”, nato grazie alla donazione di € 200 mila da parte dei signori Francesca e Federico Vitali per la realizzazione di uno o più progetti – intitolati alla memoria di Luciana Matteucci, prozia degli eredi – aventi scopi “ilantropici a favore dell’infanzia”. In accordo con la famiglia si è pertanto proposto un Bando a due stadi – una prima “call for ideas” seguita, dopo una fase di accompagnamento, dalla presentazione delle proposte progettuali vere e proprie – rivolto a tutti gli Istituti scolastici (scuole primarie e secondarie di primo grado) del territorio, con la inalità di intervenire sugli
spazi dell’apprendimento perché diventassero il fulcro di nuovi processi educativi e di nuove relazioni. L’intento è fare in modo che per tali luoghi gli alunni, le famiglie e la comunità abbiano quale obiettivo non solo il miglioramento della qualità degli spazi e dell’ambiente educativo, ma la reale partecipazione nella cura della scuola, anche attraverso la collaborazione con il territorio e l’utilizzo inclusivo e sostenibile degli spazi comunitari. Il Bando, presentato il 7 giugno 2019 alla presenza anche delle Istituzioni scolastiche interessate, ha visto nel mese di gennaio 2020 l’effettiva assegnazione dei contributi: dei 12 progetti inanziati 6 sono rivolti alle scuole primarie, 5 alle scuole secondarie di primo grado e 1 a entrambi gli ordini di scuola. Si segnala che i progetti
presentati interessano una popolazione scolastica complessiva di circa 4.000 ragazzi, coinvolgendo 400 insegnanti e attivando reti con 33 Enti del territorio. Grazie ai finanziamenti verranno allestite/attrezzate circa 25 aule, prevedendo l’acquisto di oltre 1.500 arredi e/o strumentazioni speciiche.

Investimento complessivo nel 2019: € 365.000

 

Protezione e qualità ambientale

Nel Settore le risorse sono state assegnate alla realizzazione dell’ormai consolidato evento “Notte Verde” – realizzato in collaborazione con il Comune di Forlì e collegato al “Festival del Buon Vivere” – nonché ad alcuni ulteriori progetti presentati nell’ambito del Bando annuale.

Investimento complessivo nel 2019: € 25.000

Valutazione d'impatto

Le Fondazioni di origine bancaria (FOB) svolgono oggi un ruolo fondamentale per la costruzione del nuovo welfare di comunità, un modello di welfare che supera quello tradizionale, realizzato da una pluralità di attori, sostenibile, equo, accessibile e promotore di comportamenti responsabili e di cittadinanza attiva. Tale modello, che porta il welfare ad essere un ambito produttivo in grado di generare occupazione, valore sociale ed economico, comporta la necessità di: interrogarsi sull’efficacia e sull’efficienza degli strumenti di intervento sociale attualmente in uso; promuovere l’autonomia delle persone; concorrere alla creazione di funzionali sistemi di governance comunitaria e di erogazione dei servizi.

All’interno di questo scenario evolutivo, il ruolo delle FOB si gioca principalmente su tre ambiti:

  • la promozione di percorsi di innovazione del sistema di welfare;
  • la costruzione di reti sociali;
  • l’amplificazione dell’impatto prodotto per la comunità.

È proprio all’interno di questa visione rinnovata rispetto al ruolo delle FOB che trova spazio la necessità di valutare le attività finanziate attraverso le risorse erogate dalle Fondazioni assumendo un differente punto di vista, quello cioè del cambiamento sociale generato. Con quest’ultimo concetto si fa riferimento alla trasformazione sistemica relativa a modelli di pensiero, relazioni sociali, istituzioni e strutture sociali che ha luogo attraverso un orizzonte temporale di lungo periodo. La capacità degli enti del Terzo settore di essere soggetti “trasformativi” rispetto a comunità e territori in cui operano, oggi, si collega principalmente alle modalità con cui tali realtà costruiscono valore attraverso l’attuazione dei valori identitari su cui vengono a costituirsi e ad implementare le proprie attività.

Coerentemente con questa interpretazione del tema, la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì ha avviato un’attività di valutazione di impatto sociale rispetto al proprio operato con l’obiettivo di verificare le modalità e l’intensità delle azioni sostenute nel costruire un welfare di comunità, ovvero un sistema di welfare che, attraverso la risposta a questi bisogni sociali, al contempo rigenera i territori attraverso lo sviluppo di opportunità per le persone di ampliare le proprie possibilità (in termini sia economici che sociali) e garantisce la crescita di una società caratterizzata da benessere economico, relazioni sociali e qualità dei servizi offerti.

Valutazione di impatto del Bando “Territori di comunità – IV ed."

La IV edizione del bando “Territori di Comunità” ha sostenuto progetti di durata biennale per l’implementazione e il funzionamento di centri educativi e aggregativi, oratori e doposcuola sul territorio di riferimento. Con tale bando, la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì ha voluto incentivare la promozione della costruzione di welfare di comunità attraverso il finanziamento di attività in grado di consolidare i legami sociali sul territorio di riferimento. Obiettivo principale è del bando è stato quello di contrastare la vulnerabilità, fenomeno crescente e caratterizzato principalmente da una scarsa densità relazionale ancor prima che da una mancanza in termini di risorse economiche, attraverso progetti volti ad affrontare i temi dell’intergenerazionalità, dell’educazione civica, dell’educazione alla cura del sé, dei luoghi e degli spazi in cui le attività si svolgono nonché dei beni comuni del territorio.

A tal fine, la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, attraverso il bando promosso, ha cercato di facilitare il consolidamento delle reti esistenti ed incentivare la nascita di nuove in particolare attraverso i fattori relazionali, ovvero quegli elementi che determinano la capacità delle organizzazioni coinvolte all’interno della rete di cooperare e partecipare a forme aggregative qualificando la rete stessa. In tale ottica, i centri educativi e aggregativi, gli oratori ed i doposcuola sono stati concepiti come luoghi sul territorio dove creare occasioni nelle quali le giovani generazioni rivestono un ruolo centrale. I centri si connotano, infatti, da un lato, come luoghi in cui si realizza la convivenza di giovani portatori di grandi differenze – nazionalità, lingue, culture, religioni – e si sviluppano possibilità formative ed occasioni di svago (funzione aggregativa); dall’altro, come luoghi deputati all’intercettazione precoce delle situazioni di disagio per ridurre il rischio di esclusione sociale e di dispersione scolastica dei beneficiari (funzione preventiva).

Valutazione di impatto del Bando “Territori di Comunità – IV ed.”
Report

Valutazione di impatto del Bando "Generazione Over"

Il bando “Generazione Over” integra le classiche modalità di azione della Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì sul tema invecchiamento della popolazione (finanziamento per il “Protocollo di intesa per il programma di sviluppo degli interventi di sostegno alla domiciliarità degli anziani nel territorio forlivese – assegni di cura” e progetto “Assistenza Domiciliare Alzheimer”) con l’obiettivo di rispondere in modo ancora più innovativo ed efficace ai bisogni emergenti di questa fascia di età. Consapevole della rilevanza del tema nonché delle dinamiche di cambiamento in atto nel contesto di riferimento – crisi del tradizionale sistema di welfare, riduzione della capacità di cura famigliare dovuta a minori risorse economiche e/o difficoltà nella conciliazione tempi di vita–lavoro, erosione delle relazioni sociali e di prossimità, ecc. – la Fondazione intende stimolare e supportare un’evoluzione delle modalità di azione dei soggetti operanti nel settore in chiave comunitaria. Il modello che si intende promuovere rientra nel quadro interpretativo del welfare di comunità, ovvero di un welfare realizzato da una pluralità di attori, sostenibile, equo, accessibile e promotore di comportamenti responsabili e di cittadinanza attiva.

All’interno di questo contesto, il bando ha voluto perseguire un obiettivo macro legato al tema dell’anzianità attiva, premiando e sostenendo attività e servizi innovativi rivolti agli anziani che, se da un lato sono portatori di bisogni in termini di assistenza e cura (e relativa fruizione di servizi in tal senso), dall’altro possono ancora essere portatori di risorse inestimabili se collocati all’interno di un contesto relazionale adeguato. Gli obiettivi specifici perseguiti rispetto agli anziani beneficiari dalla rete di servizi ad alto impatto relazionale creata attraverso il bando “Generazione Over” miravano a:

  • una migliore partecipazione attiva alla vita comunitaria;
  • la costruzione di legami intergenerazionali;
  • l’attivazione di un sistema integrato con le famiglie e gli stakeholder pubblici e privati

Valutazione di impatto del Bando “Generazione Over”
Report

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