Arte, attività e beni culturali

Nel 2025 la Fondazione ha consolidato il proprio impegno nella promozione culturale del territorio, proseguendo il ciclo delle grandi mostre, sostenendo le arti nelle loro diverse espressioni e valorizzando il patrimonio storico, con una particolare attenzione alle scuole e alle nuove generazioni.
La mostra “Il ritratto dell’artista. Nello specchio di Narciso. Il volto, la maschera, il selfie”, allestita ai Musei San Domenico e conclusasi il 29 giugno 2025, si è confermata tra gli appuntamenti culturali di maggiore rilievo dell’anno a livello nazionale. La qualità scientifica e l’originalità dell’impianto curatoriale hanno ricevuto ampi riconoscimenti, contribuendo a rafforzare il posizionamento di Forlì nel panorama espositivo nazionale. L’iniziativa ha registrato oltre 70.000 visitatori ed è stata accompagnata da un programma di 75 eventi (tra cui conferenze, laboratori, spettacoli e incontri), selezionati tramite apposito bando e promossi da enti e associazioni locali, che hanno coinvolto circa 11.000 partecipanti, ampliando significativamente l’impatto sul territorio.
Tra gli elementi di innovazione si segnala lo spettacolo “Lectio Magistralis” di Gene Gnocchi, proposto in cinque repliche a fronte dell’elevata richiesta. Nel complesso, le grandi mostre si confermano uno strumento strategico per attrarre pubblico, attivare reti territoriali e generare ricadute positive anche in termini di visibilità e indotto.
In continuità con questo percorso, il 20 febbraio 2026 è stata presentata la mostra “Barocco. Il Gran Teatro delle Idee”, visitabile fino al 28 giugno, che attraverso oltre 200 opere propone una rilettura ampia e non convenzionale del Seicento, estendendosi fino al Novecento.
Accanto ai grandi eventi espositivi, la Fondazione ha promosso iniziative di dimensione più partecipativa. Tra queste, la mostra “Tana libera tutti!” (15 ottobre 2025 – 22 febbraio 2026), a cura di Elena Dolcini, ha affrontato il tema del gioco come esperienza centrale nella crescita individuale e nelle relazioni sociali. L’iniziativa ha registrato circa 1.000 visitatori, con una significativa presenza di scuole di ogni ordine e grado, incluse sezioni della prima infanzia. Il progetto è stato accompagnato da visite guidate, laboratori e incontri con gli artisti, particolarmente apprezzati dal pubblico, e ha favorito il coinvolgimento di famiglie e realtà associative del territorio, confermando la funzione degli spazi della Fondazione come luoghi di partecipazione culturale.
Nel corso dell’anno sono stati inoltre destinati circa € 330 mila al sostegno di numerosi progetti culturali, musicali e teatrali promossi da associazioni locali, con l’obiettivo di qualificare l’offerta culturale e incentivare la collaborazione tra i diversi soggetti del territorio, anche in chiave di innovazione e coinvolgimento dei giovani.
In ambito di tutela del patrimonio storico-artistico è proseguita la collaborazione con la Diocesi di Forlì-Bertinoro, con un impegno complessivo superiore a € 500 mila destinato alla riqualificazione del Palazzo Vescovile, del Santuario di Montepaolo e agli interventi di restauro e consolidamento della Cattedrale di Forlì, in vista del seicentesimo anniversario del miracolo della Madonna del Fuoco nel 2028.
È proseguito, infine, il “Progetto Forlì Novecento”, realizzato in collaborazione con il Comune di Forlì e la Fondazione Roberto Ruffilli, volto alla valorizzazione e digitalizzazione degli archivi storici locali. Le attività hanno riguardato la catalogazione, la messa in sicurezza e la diffusione di materiali di rilevante interesse, contribuendo a rafforzare la memoria storica e l’accessibilità del patrimonio documentale del territorio. Nel corso del 2025, nell’ambito di tale progetto, è stata avviata la prima fase di valorizzazione dei Fondi Paulucci de’ Calboli (c.d. “ramo romano”), con attività di ricognizione, inventariazione e catalogazione preliminare di circa 2.500 oggetti digitali, riferiti prevalentemente al Novecento. L’intervento, articolato per fasi in relazione ai vincoli di programmazione, proseguirà nel 2026 con l’avvio delle attività sul cosiddetto “ramo forlivese”, relativo a documentazione più antica.

L’investimento complessivo nel 2025 è stato di € 4.248.915

Ricerca scientifica e tecnologica

Nel corso dell’esercizio, la Fondazione ha consolidato il proprio impegno a favore del Campus universitario di Forlì, sostenendo iniziative volte a rafforzarne l’attrattività e la competitività in ambito  ormativo, culturale e di ricerca. Tra gli interventi più significativi si segnalano il supporto alla Scuola diplomatica e delle carriere internazionali (Master in Diplomazia), il Festival della Traduzione  Con altre parole”, giunto alla terza edizione, e lo sviluppo di strumenti di comunicazione e valorizzazione delle attività accademiche, come la web TV di Campus.
Ulteriori azioni hanno riguardato il sostegno a progetti di ricerca e formazione avanzata promossi dai diversi Dipartimenti, con iniziative dedicate allo studio dell’evoluzione del sistema produttivo locale, alla social economy, all’imprenditorialità sostenibile e al rafforzamento delle competenze del Terzo settore, con particolare attenzione ai temi della governance, dell’accountability e delle  relazioni con la Pubblica Amministrazione. Nel loro insieme, tali interventi contribuiscono a consolidare il ruolo del Campus come polo accademico dinamico, aperto all’innovazione e sempre più integrato con il territorio. In questo quadro si inserisce il sostegno al Corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia, già oggetto di un finanziamento pluriennale di € 14 milioni per  il periodo 2019-2040. Il corso, giunto al sesto anno di attività nell’anno accademico 2025-2026, conferma risultati particolarmente positivi in termini di attrattività e qualità: nell’ultimo anno  disponibile si registrano 130 immatricolati, con una significativa presenza femminile e una quota crescente di studenti provenienti da fuori regione e dall’estero. Gli indicatori di percorso evidenziano inoltre l’assenza di debiti formativi, bassi tassi di abbandono e una progressiva crescita della mobilità internazionale. Per l’anno accademico in corso, primo dopo l’abolizione del test d’ingresso, le domande pervenute (495) risultano ampiamente superiori ai posti disponibili (180). Tali risultati trovano conferma anche nelle valutazioni dell’Ateneo, che evidenziano elevati livelli di attrattività e regolarità delle carriere, senza criticità rilevate. La crescita del corso rende ormai indispensabile la realizzazione di una sede didattica dedicata all’interno dell’Ospedale Morgagni-Pierantoni, superando l’attuale articolazione tra Teaching Hub, Campostrino e padiglione Valsalva. Alla luce della rilevanza strategica dell’iniziativa, appare infatti necessario imprimere un’accelerazione al percorso di realizzazione, attivando ulteriori risorse, avviando le fasi progettuali e rafforzando il confronto tra i soggetti coinvolti, ovvero Università di Bologna, Comune di Forlì e AUSL della Romagna. Il piano di fattibilità predisposto dall’Ateneo costituisce una prima base progettuale significativa, ma richiede ulteriori approfondimenti e aggiornamenti, anche in relazione alle nuove esigenze legate all’aumento degli studenti. In questa prospettiva, assume particolare importanza la definizione condivisa di un percorso di coprogettazione, che consenta di chiarire ruoli, responsabilità e modalità operative, al fine di garantire tempi certi di realizzazione. Sono già stati avviati primi momenti di confronto in questa direzione e la Fondazione si conferma impegnata a contribuire attivamente al processo, anche attraverso il possibile rafforzamento del proprio sostegno, con l’obiettivo di favorire la concreta realizzazione dell’intervento. Al momento attuale, la Fondazione ha già stanziato complessivi € 2 milioni, a valere sul periodo 2024-2028, ripartiti tra i settori “Ricerca scientifica e tecnologica” e “Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa”. Parallelamente, la Fondazione ha continuato a sostenere soggetti strategici per l’innovazione e il trasferimento tecnologico, tra cui Romagna Tech, che ha rafforzato il proprio ruolo nella promozione di startup, nell’inclusione digitale e nello sviluppo di progettualità nei settori dell’ecodesign, della digitalizzazione e della sensoristica avanzata. È stato inoltre confermato il supporto a Ser.In.Ar., impegnata nella promozione e nel radicamento delle attività universitarie sul territorio. Infine, la Fondazione partecipa, insieme a Investire SGR e CDP Real Asset, a un progetto di student housing finalizzato alla realizzazione di una nuova residenza universitaria da 120 posti letto, attraverso la riqualificazione dell’ex ITAS “Saffi”, edificio dismesso situato nel centro storico. L’iniziativa, che sarà gestita dalla Fondazione Camplus, contribuirà a migliorare l’offerta abitativa per gli studenti e a promuovere la rigenerazione urbana, rafforzando ulteriormente l’attrattività del Campus forlivese e la qualità della vita studentesca. L’apertura del nuovo studentato è attesa per l’inizio del prossimo anno accademico.

L'intervento complessivo nel 2025 è stato di € 882.250

Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa

Analogamente a quanto previsto per il Settore “Ricerca scientifica e tecnologica”, una quota dello stanziamento pluriennale destinato fino al 2040 al Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia è imputata anche al presente Settore, per un importo annuo di € 309 mila, cui si aggiunge un accantonamento specifico di € 200 mila destinato alla realizzazione della nuova sede didattica.
Nel corso dell’esercizio, la Fondazione ha confermato il proprio impegno a favore dell’innovazione tecnologica e del potenziamento delle dotazioni sanitarie del territorio, in coerenza con i Documenti Programmatici Previsionali 2025 e 2026. In tale ambito, sono in corso interventi di acquisizione e successiva donazione di apparecchiature avanzate a favore dell’AUSL della Romagna, con particolare riferimento al presidio ospedaliero forlivese.
Particolare rilievo assume il rapporto con l’IRST – Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori “Dino Amadori” – IRCCS di Meldola, per il quale si è concluso nel 2024 un intervento quinquennale di € 1,25 milioni per l’acquisizione di un acceleratore lineare, già pienamente operativo e in grado di incrementare significativamente la capacità di trattamento. L’Istituto ha inoltre conseguito importanti riconoscimenti scientifici e istituzionali, confermando il proprio ruolo di eccellenza.
In questo contesto, la Fondazione, in collaborazione con le altre Fondazioni socie, ha sostenuto lo sviluppo di una piattaforma avanzata per la gestione integrata dell’imaging a supporto della radioterapia di precisione, finalizzata a migliorare la pianificazione dei trattamenti, l’ottimizzazione delle dosi e l’integrazione dei sistemi clinici. A fronte di un cofinanziamento complessivo di circa 1 milione nel biennio 2025-2026, la Fondazione di Forlì ha deliberato un contributo pari a € 619 mila, ripartito in € 350 mila nell’esercizio 2025 e € 269 mila nell’esercizio 2026.
Nel 2025 è stata inoltre perfezionata la donazione di una nuova strumentazione destinata alla Unità Operativa Complessa di Pneumologia interventistica del presidio ospedaliero Morgagni-Pierantoni.
Si tratta di un sistema di imaging 3D – dotato di una suite polmonare che è stata installata per la prima volta in Italia proprio a Forlì – che consentirà di accrescere la precisione e la sicurezza degli interventi, soprattutto nell’ambito delle patologie polmonari complesse. È inoltre in fase di acquisizione un tomografo basato su sistema Photon Counting, che garantisce immagini ad altissima  definizione con una significativa riduzione della dose radiante. L’apparecchiatura potenzierà l’attività diagnostica nei principali ambiti clinici (cardiologia, pneumologia, neurologia e oncologia) e consentirà, per la prima volta, di disporre di una TAC dedicata al Pronto Soccorso, migliorando la gestione delle urgenze. Il suo utilizzo permetterà inoltre di ridurre i tempi di attesa e di recuperare prestazioni oggi erogate esternamente, con un risparmio stimato superiore a € 1,3 milioni annui per l’Ospedale forlivese. La collaborazione continuativa con la ditta produttrice dell’apparecchiatura porterà infine a una ulteriore valorizzazione della struttura ospedaliera forlivese, che diverrà sito dimostrativo della tecnologia Photon Counting. Accanto agli interventi tecnologici, la Fondazione nel 2025 ha sostenuto anche iniziative a carattere sociosanitario, tra cui la realizzazione di un centro diurno per adolescenti con psicopatologie nel territorio forlivese. Il progetto prevede la creazione di una struttura semiresidenziale dedicata alla valutazione e presa in carico multidisciplinare, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei giovani e delle loro famiglie, favorendo interventi di prossimità e riducendo il ricorso all’ospedalizzazione. Nel complesso, le attività realizzate confermano il ruolo della Fondazione nel rafforzare e innovare il sistema sanitario locale, attraverso il sostegno a tecnologie avanzate, infrastrutture e servizi capaci di migliorare l’accesso, la qualità e l’efficacia delle cure. In tale ambito si inserisce anche il supporto continuativo all’associazionismo socio-sanitario, con contributi complessivi superiori a € 140 mila nell’esercizio.

L’investimento complessivo nel 2025 è stati pari a: € 1.298.250

Sviluppo locale ed edilizia popolare locale

Nel novembre 2024 la Fondazione ha pubblicato il Bando Distretto 2024-2026, mettendo a disposizione € 1,4 milioni a favore dei 16 Comuni del territorio di riferimento (con esclusione del Comune capoluogo). L’iniziativa nasce da un articolato percorso di ascolto delle Amministrazioni locali, sviluppato nell’ambito della predisposizione del Documento Programmatico Previsionale 2025, che ha consentito di intercettare bisogni concreti e differenziati, riconducibili sia agli effetti di eventi emergenziali – quali sisma e alluvioni – sia a dinamiche strutturali di medio-lungo periodo, tra cui lo spopolamento dei piccoli centri, la denatalità, le difficoltà legate alla mobilità, al lavoro e all’accesso ai servizi.
In questo contesto, il Bando Distretto si configura come uno strumento flessibile e operativo, finalizzato a sostenere interventi immediatamente attivabili e capaci di incidere in modo tangibile sulla qualità della vita delle comunità locali. A differenza delle precedenti edizioni, non sono stati individuati ambiti di intervento rigidi, favorendo una maggiore libertà progettuale e una migliore aderenza alle specificità dei territori. Le proposte hanno riguardato una pluralità di ambiti strategici, tra cui la difesa del suolo e la mitigazione dei rischi naturali, la rigenerazione e il riuso di spazi pubblici, la riqualificazione energetica di edifici comunali, la valorizzazione del patrimonio storico e artistico, la realizzazione di opere di interesse pubblico e il potenziamento della “smartness” territoriale, con interventi su connettività e mobilità sostenibile. Alla scadenza del bando sono pervenute proposte progettuali presentate dai 16 Comuni, per un costo complessivo di oltre € 3,7 milioni e richieste di contributo pari a oltre € 1,7 milioni. A fronte dello stanziamento disponibile, interamente utilizzato, sono stati approvati 17 progetti: la valutazione delle proposte è stata effettuata caso per caso, tenendo conto della qualità progettuale, della coerenza con i bisogni espressi dai territori, della sostenibilità economica e, in particolare, della capacità di garantire
tempi rapidi di realizzazione. In linea con il regolamento del bando, non sono stati ammessi interventi con copertura finanziaria integralmente a carico della Fondazione.
Nel complesso, il Bando Distretto si conferma uno strumento strategico per l’attivazione delle comunità locali e per il sostegno agli enti pubblici, capace di orientare risorse verso interventi concreti, immediatamente cantierabili e in grado di generare benefici diffusi e duraturi, contribuendo al rafforzamento della coesione territoriale e allo sviluppo sostenibile del comprensorio.
Accanto a tali interventi, la Fondazione ha continuato a sostenere iniziative di promozione e valorizzazione del territorio. In questo ambito, il Festival del Buon Vivere ha confermato nel 2025 la propria capacità di crescita e di coinvolgimento della comunità. La sedicesima edizione, dedicata al tema “L’Intelligenza sentimentale”, ha registrato un’ampia partecipazione e un ulteriore rafforzamento del ruolo delle realtà associative locali, con il coinvolgimento di nuovi soggetti e proposte di elevato livello culturale. La programmazione, costruita su criteri di coerenza tematica e integrazione tra linguaggi espressivi, ha favorito una partecipazione diffusa; in particolare, la “Cittadella del Buon Vivere” in piazza Guido da Montefeltro si è affermata come spazio centrale di incontro e condivisione. Tra gli elementi innovativi si segnala inoltre l’introduzione del vodcast “Van – Visioni, Ascolti e Narrazioni”, che ha esteso la fruizione dei contenuti anche in ambito digitale.
Nel corso dell’esercizio, la Fondazione ha inoltre promosso presso i Musei Civici del San Domenico la mostra “Letizia Battaglia. L’opera: 1970-2020”, aperta dal 18 ottobre 2025 all’11 gennaio 2026.
L’esposizione, realizzata in collaborazione con il Comune di Forlì e con istituzioni culturali di rilievo internazionale, ha rappresentato la prima tappa italiana del progetto dopo le presentazioni a Tours e al festival di Arles. La mostra ha presentato oltre 200 fotografie, arricchite da materiali d’archivio e contenuti audiovisivi, offrendo una lettura completa del percorso artistico e civile della fotografa. L’iniziativa ha registrato oltre 30.000 presenze in tre mesi, posizionandosi tra le mostre fotografiche più visitate in Italia nell’ultimo anno e confermando l’efficacia delle politiche culturali promosse dalla Fondazione.
Parallelamente, è proseguito l’impegno della società strumentale Civitas S.r.l. per la rifunzionalizzazione di Palazzo Talenti Framonti e per lo sviluppo del progetto “Casa Romagna”, concepito come hub territoriale nel centro storico. Il progetto integra attività legate alla formazione, alla valorizzazione delle eccellenze locali, alla cultura e alla ristorazione, in una logica di sostenibilità e sviluppo delle comunità.
Nel corso del 2025 è stata inoltre costituita la fondazione di partecipazione “Mercury”, promossa dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e dal Comune di Forlì, con il coinvolgimento della Regione Emilia-Romagna, dell’Università di Bologna e di Ser.In.Ar., con l’obiettivo di rafforzare lo sviluppo del polo tecnologico-aeronautico e favorire la nascita di un hub aerospaziale di rilievo nazionale. L’iniziativa si configura come un progetto strategico volto a promuovere ricerca, formazione e innovazione, valorizzando le competenze già presenti nel territorio e creando nuove opportunità di sviluppo economico e occupazionale.
Infine, il territorio forlivese è stato protagonista del percorso di candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028, sviluppato attraverso il dossier “I Sentieri della Bellezza”. Il progetto, di elevato livello qualitativo, ha consentito a Forlì di accedere alla fase finale della selezione e ha rappresentato un’importante occasione di pianificazione strategica e di rafforzamento delle relazioni istituzionali. Il percorso ha infatti visto il coinvolgimento congiunto del Comune di Forlì, del Comune di Cesena, della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione, oltre a numerosi altri soggetti del territorio.
Un elemento di particolare rilievo è rappresentato dal fatto che il dossier è stato concepito per essere in larga parte realizzabile anche indipendentemente dall’esito della candidatura. Ciò ha consentito di trasformare l’idea progettuale in un’occasione concreta di sviluppo, capace di generare progettualità durature e condivise.
Nel complesso, le attività realizzate testimoniano la capacità della Fondazione di promuovere uno sviluppo territoriale integrato, sostenendo interventi concreti, valorizzando le risorse locali e rafforzando il posizionamento del territorio in ambito culturale, sociale ed economico.

L’investimento complessivo nel 2025 è stati pari a: € 3.045.814

 

Volontariato, filantropia e beneficenza

Anche nel 2025 la collaborazione tra istituzioni pubbliche e realtà del terzo settore si è confermata un elemento centrale per rispondere in modo efficace ai bisogni della comunità. In questo contesto, la Fondazione ha ulteriormente consolidato il proprio impegno, operando in stretta sinergia con il Comune di Forlì e la Caritas Diocesana di Forlì-Bertinoro nella definizione e attuazione di interventi a contrasto della povertà e del disagio sociale.
Particolare rilievo ha assunto il sostegno alle principali organizzazioni del volontariato e dell’assistenza, che rappresentano presidi fondamentali per le fasce più fragili della popolazione. A tal fine, la Fondazione ha confermato stanziamenti per circa € 400 mila, destinati a iniziative consolidate – realizzate in particolare dalla Fondazione Buon Pastore, braccio operativo della Caritas diocesana – quali la prima e seconda accoglienza, la distribuzione di pasti e generi alimentari, nonché il Fondo a sostegno delle fragilità abitative, in collaborazione con l’Amministrazione comunale forlivese e nuovamente con la Fondazione Buon Pastore. Tali interventi hanno consentito di garantire continuità ai servizi essenziali e di rafforzare un modello di welfare di comunità capace di adattarsi ai bisogni emergenti.
Prosegue inoltre l’attuazione del Bando “Territori di Comunità”, uno dei principali strumenti di intervento della Fondazione in ambito educativo e sociale. Il programma, con una dotazione complessiva di € 900 mila per il triennio 2024-2026, è rivolto a bambini e ragazzi dai 6 ai 17 anni e mira a promuovere benessere, inclusione e partecipazione attiva. L’iniziativa si fonda su un approccio di rete che coinvolge scuole, enti del terzo settore, famiglie e istituzioni locali, favorendo la realizzazione di spazi e percorsi educativi condivisi. Nell’ambito dell’edizione in corso sono stati sostenuti 12 progetti in rete, promossi da 5 cooperative sociali, 6 associazioni e 1 fondazione, confermando l’efficacia del modello nel rafforzare la coesione territoriale e il protagonismo giovanile.
Nel 2025 la Fondazione ha inoltre dato attuazione a due bandi innovativi, per un investimento complessivo nel triennio 2024-2026 di € 460 mila, finalizzati a promuovere l’inclusione sociale e lavorativa delle persone in condizioni di fragilità. Grazie al Bando “Laboratorio del pensAbile”, con una dotazione di € 210 mila, è stato sostenuto l’avvio del progetto “InBuonaCompagnia”, orientato a favorire il benessere e la partecipazione delle persone con disabilità attraverso interventi integrati. Il progetto, sviluppato in collaborazione con una rete articolata di partner e coordinato dal Consorzio Solidarietà Sociale Forlì-Cesena, prevede attività di socializzazione, percorsi di autonomia abitativa, laboratori educativi e iniziative di coinvolgimento del territorio, accompagnate da azioni di sensibilizzazione e supporto alle famiglie. Nella prima fase di attuazione sono state coinvolte circa 150 persone con disabilità, 50 familiari e 12 volontari, evidenziando la capacità dell’iniziativa di attivare percorsi concreti di inclusione e partecipazione.
Parallelamente, il Bando “Lavori in (per)corso”, finanziato con € 230 mila, è finalizzato a sostenere l’inserimento lavorativo di persone fragili, NEET e disoccupati, attraverso percorsi strutturati di orientamento, formazione e tirocinio. In questo ambito è stato sostenuto il progetto “Vite in rete – Integrazione e inclusione nel mondo del lavoro”, basato su un modello di co-progettazione tra partner pubblici e privati e su una governance condivisa. Il progetto ha attivato percorsi personalizzati rivolti a 25 persone con fragilità complesse, con l’avvio di 12 tirocini e attività formative dedicate, accompagnate da azioni di sensibilizzazione rivolte al sistema produttivo locale. L’iniziativa evidenzia come l’integrazione tra servizi, competenze e attori territoriali rappresenti un fattore determinante per favorire percorsi di autonomia e inclusione sociale duratura.
Un ulteriore ambito di intervento riguarda la promozione del protagonismo giovanile, con il consolidamento del progetto YEPP Forlì, sostenuto con uno specifico stanziamento pluriennale. Il percorso ha continuato a offrire ai giovani opportunità concrete di partecipazione attiva, attraverso attività realizzate in collaborazione con scuole, enti culturali e istituzioni locali, configurandosi come un laboratorio di cittadinanza attiva e di sviluppo delle competenze sociali.
Prosegue anche il progetto sperimentale “P.A.S.S. – Progetti per un’Autonomia Solidale e Sostenibile”, volto a rafforzare le organizzazioni del terzo settore agevolandone l’accesso al credito e lo sviluppo di competenze gestionali, contribuendo nel medio periodo ad amplificare l’impatto degli interventi sostenuti dalla Fondazione.
Si segnala, inoltre, che nell’ambito del Bando annuale la Fondazione ha sostenuto in modo significativo 42 realtà del terzo settore, attive nei servizi sociali e nel volontariato, contribuendo alla realizzazione di interventi a forte valenza socio-assistenziale. L’impegno complessivo ha superato i € 625 mila, a conferma dell’attenzione rivolta al sostegno delle fragilità e al rafforzamento della rete territoriale. Nel complesso, le azioni realizzate confermano il ruolo della Fondazione quale soggetto di riferimento per la costruzione di reti territoriali e per la promozione di interventi integrati, capaci di rispondere in modo strutturato e innovativo ai bisogni della comunità.
La Fondazione ha infine garantito la continuità del sostegno alla Fondazione con il Sud, contribuendo alle iniziative di coesione sociale e sviluppo del terzo settore nelle regioni meridionali, in coerenza con il ruolo delle Fondazioni di origine bancaria nel promuovere buone pratiche di rete a livello nazionale

L’investimento complessivo nel 2025 è stati pari a: € 1.602.620

Settori ammessi

Per quanto le risorse rese disponibili in questi Settori siano inferiori, per loro natura, a quelle attive nei Settori rilevanti, è il caso di segnalare come la metodologia adottata, con le dovute proporzioni, sia la medesima: progetazione articolata e finalizzata; compartecipazione; concentrazione di risorse.

Assistenza agli anziani

Nel corso del 2025, la Fondazione ha proseguito nel proprio impegno volto a migliorare il benessere della popolazione anziana, attraverso un insieme integrato di interventi. In continuità con gli anni precedenti, una parte delle risorse è stata destinata al sostegno della domiciliarità nell’ambito del Piano Sociale di Zona, tramite l’erogazione degli assegni di cura, che hanno consentito alle famiglie di mantenere un ruolo attivo e centrale nell’assistenza agli anziani.
È proseguita la seconda annualità della terza edizione del Bando OverAll, con una dotazione complessiva di € 510 mila per il triennio 2024-2026, che ha ulteriormente consolidato la rete territoriale, promuovendo progettualità innovative orientate all’autonomia, alla socializzazione e all’inclusione. Le nove iniziative sostenute hanno favorito la realizzazione di spazi accoglienti e accessibili, coinvolgendo operatori, volontari e caregiver adeguatamente formati.
Un ruolo determinante è stato svolto dalla cabina di regia, che nel corso dell’anno ha assicurato il coordinamento delle attività, il monitoraggio degli interventi e una gestione flessibile delle risorse, permettendo di adattare le azioni ai bisogni emergenti del territorio.
Nel corso del 2025 la Fondazione ha inoltre posto attenzione anche al tema della qualità degli spazi di vita degli anziani, prevedendo eccezionalmente la possibilità di sostenere interventi di adattamento, miglioramento e riqualificazione funzionale delle strutture residenziali e semi-residenziali presenti sul territorio, contribuendo al miglioramento del benessere degli ospiti, sia sotto il profilo individuale sia in una dimensione comunitaria per complessivi € 200 mila.
Attraverso questo approccio integrato, che ha combinato sostegno alla permanenza a domicilio, interventi di inclusione attiva e attenzione alla qualità degli spazi di accoglienza, la Fondazione ha contribuito nel 2025 a rafforzare un modello di intervento capace di valorizzare gli anziani come risorsa per la comunità, consolidando al contempo le relazioni intergenerazionali e il sistema di welfare locale.

Investimento complessivo nel 2025: € 719.997

Attività sportiva

Con la nona edizione del Bando Sport, la Fondazione ha rinnovato il proprio sostegno allo sport quale leva educativa, inclusiva e di promozione del benessere, destinando per il 2025 un budget di € 350 mila e confermando il valore strategico di questo ambito per la crescita e l’aggregazione delle giovani generazioni. Nel corso dell’anno sono state accolte 38 richieste ammissibili, attivando interventi per un valore complessivo superiore a € 3,4 milioni e coinvolgendo oltre 30 mila giovani. La valutazione dell’impatto, realizzata con il supporto di AICCON, ha evidenziato effetti positivi significativi sul piano individuale e collettivo, tra cui il miglioramento del benessere, il rafforzamento dei processi di inclusione e la promozione della partecipazione attiva. In questo quadro si inserisce anche il rinnovato impegno della Fondazione nell’ambito dell’alfabetizzazione motoria, attraverso il progetto “Play Active School”, evoluzione del precedente “Apri pista”, rivolto alle classi del primo triennio della scuola primaria. L’iniziativa prevede attività formative per docenti, laboratori motori con esperti e momenti educativi rivolti anche alle famiglie, con l’obiettivo di promuovere sani stili di vita, inclusione e competenze di cittadinanza attiva. Il progetto è realizzato in collaborazione con l’Ufficio Scolastico, le Amministrazioni comunali e l’AUSL Romagna, coinvolgendo un’ampia rete di scuole del territorio e una quota significativa della popolazione scolastica.

Investimento complessivo nel 2025: € 363.800

Educazione, istruzione e formazione

La Fondazione ha garantito il proprio impegno a favore di un sistema educativo inclusivo e di qualità, ponendo particolare attenzione alle situazioni di fragilità, disabilità, disagio sociale e povertà educativa, senza trascurare il sostegno alle eccellenze e ai processi di innovazione, al fine di rispondere in modo adeguato alle nuove sfide formative.
In questo ambito è continuata l’attività della Commissione Sistema Scolastico, quale luogo stabile di confronto tra la Fondazione, l’Ufficio Scolastico Territoriale e i rappresentanti degli istituti locali. Tale collaborazione ha consentito di individuare i principali fabbisogni, definire priorità condivise e attivare sinergie, con l’obiettivo di generare ricadute concrete e durature sulle nuove generazioni.
Tra gli interventi più significativi si inserisce il Fondo a sostegno del sistema educativo, attivo dal 2012 in collaborazione con il Comune di Forlì e i gestori delle scuole paritarie. Lo strumento ha continuato a garantire un supporto economico alle famiglie, contribuendo al contempo a favorire l’inclusione scolastica dei bambini con disabilità. Per l’anno scolastico 2024/2025 sono state inoltre destinate risorse aggiuntive per ampliare l’offerta di posti negli asili nido privati accreditati, assicurando condizioni di accesso analoghe a quelle del sistema pubblico. Nel complesso, tali azioni hanno confermato il ruolo della Fondazione nel sostenere un sistema educativo equo, accessibile e orientato all’innovazione, in grado di rispondere in maniera efficace ai bisogni del territorio.

 

Investimento complessivo nel 2025: € 598.569

Valutazione d'impatto

Le Fondazioni di origine bancaria (FOB) svolgono oggi un ruolo fondamentale per la costruzione del nuovo welfare di comunità, un modello di welfare che supera quello tradizionale, realizzato da una pluralità di attori, sostenibile, equo, accessibile e promotore di comportamenti responsabili e di cittadinanza attiva. Tale modello, che porta il welfare ad essere un ambito produttivo in grado di generare occupazione, valore sociale ed economico, comporta la necessità di: interrogarsi sull’efficacia e sull’efficienza degli strumenti di intervento sociale attualmente in uso; promuovere l’autonomia delle persone; concorrere alla creazione di funzionali sistemi di governance comunitaria e di erogazione dei servizi.

All’interno di questo scenario evolutivo, il ruolo delle FOB si gioca principalmente su tre ambiti:

  • la promozione di percorsi di innovazione del sistema di welfare;
  • la costruzione di reti sociali;
  • l’amplificazione dell’impatto prodotto per la comunità.

È proprio all’interno di questa visione rinnovata rispetto al ruolo delle FOB che trova spazio la necessità di valutare le attività finanziate attraverso le risorse erogate dalle Fondazioni assumendo un differente punto di vista, quello cioè del cambiamento sociale generato. Con quest’ultimo concetto si fa riferimento alla trasformazione sistemica relativa a modelli di pensiero, relazioni sociali, istituzioni e strutture sociali che ha luogo attraverso un orizzonte temporale di lungo periodo. La capacità degli enti del Terzo settore di essere soggetti “trasformativi” rispetto a comunità e territori in cui operano, oggi, si collega principalmente alle modalità con cui tali realtà costruiscono valore attraverso l’attuazione dei valori identitari su cui vengono a costituirsi e ad implementare le proprie attività.

Coerentemente con questa interpretazione del tema, la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì ha avviato un’attività di valutazione di impatto sociale rispetto al proprio operato con l’obiettivo di verificare le modalità e l’intensità delle azioni sostenute nel costruire un welfare di comunità, ovvero un sistema di welfare che, attraverso la risposta a questi bisogni sociali, al contempo rigenera i territori attraverso lo sviluppo di opportunità per le persone di ampliare le proprie possibilità (in termini sia economici che sociali) e garantisce la crescita di una società caratterizzata da benessere economico, relazioni sociali e qualità dei servizi offerti.

Valutazione di impatto del Bando “Territori di comunità – IV ed."

La IV edizione del bando “Territori di Comunità” ha sostenuto progetti di durata biennale per l’implementazione e il funzionamento di centri educativi e aggregativi, oratori e doposcuola sul territorio di riferimento. Con tale bando, la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì ha voluto incentivare la promozione della costruzione di welfare di comunità attraverso il finanziamento di attività in grado di consolidare i legami sociali sul territorio di riferimento. Obiettivo principale è del bando è stato quello di contrastare la vulnerabilità, fenomeno crescente e caratterizzato principalmente da una scarsa densità relazionale ancor prima che da una mancanza in termini di risorse economiche, attraverso progetti volti ad affrontare i temi dell’intergenerazionalità, dell’educazione civica, dell’educazione alla cura del sé, dei luoghi e degli spazi in cui le attività si svolgono nonché dei beni comuni del territorio.

A tal fine, la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, attraverso il bando promosso, ha cercato di facilitare il consolidamento delle reti esistenti ed incentivare la nascita di nuove in particolare attraverso i fattori relazionali, ovvero quegli elementi che determinano la capacità delle organizzazioni coinvolte all’interno della rete di cooperare e partecipare a forme aggregative qualificando la rete stessa. In tale ottica, i centri educativi e aggregativi, gli oratori ed i doposcuola sono stati concepiti come luoghi sul territorio dove creare occasioni nelle quali le giovani generazioni rivestono un ruolo centrale. I centri si connotano, infatti, da un lato, come luoghi in cui si realizza la convivenza di giovani portatori di grandi differenze – nazionalità, lingue, culture, religioni – e si sviluppano possibilità formative ed occasioni di svago (funzione aggregativa); dall’altro, come luoghi deputati all’intercettazione precoce delle situazioni di disagio per ridurre il rischio di esclusione sociale e di dispersione scolastica dei beneficiari (funzione preventiva).

Valutazione di impatto del Bando “Territori di Comunità – IV ed.”
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Valutazione di impatto del Bando "Generazione Over"

Il bando “Generazione Over” integra le classiche modalità di azione della Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì sul tema invecchiamento della popolazione (finanziamento per il “Protocollo di intesa per il programma di sviluppo degli interventi di sostegno alla domiciliarità degli anziani nel territorio forlivese – assegni di cura” e progetto “Assistenza Domiciliare Alzheimer”) con l’obiettivo di rispondere in modo ancora più innovativo ed efficace ai bisogni emergenti di questa fascia di età. Consapevole della rilevanza del tema nonché delle dinamiche di cambiamento in atto nel contesto di riferimento – crisi del tradizionale sistema di welfare, riduzione della capacità di cura famigliare dovuta a minori risorse economiche e/o difficoltà nella conciliazione tempi di vita–lavoro, erosione delle relazioni sociali e di prossimità, ecc. – la Fondazione intende stimolare e supportare un’evoluzione delle modalità di azione dei soggetti operanti nel settore in chiave comunitaria. Il modello che si intende promuovere rientra nel quadro interpretativo del welfare di comunità, ovvero di un welfare realizzato da una pluralità di attori, sostenibile, equo, accessibile e promotore di comportamenti responsabili e di cittadinanza attiva.

All’interno di questo contesto, il bando ha voluto perseguire un obiettivo macro legato al tema dell’anzianità attiva, premiando e sostenendo attività e servizi innovativi rivolti agli anziani che, se da un lato sono portatori di bisogni in termini di assistenza e cura (e relativa fruizione di servizi in tal senso), dall’altro possono ancora essere portatori di risorse inestimabili se collocati all’interno di un contesto relazionale adeguato. Gli obiettivi specifici perseguiti rispetto agli anziani beneficiari dalla rete di servizi ad alto impatto relazionale creata attraverso il bando “Generazione Over” miravano a:

  • una migliore partecipazione attiva alla vita comunitaria;
  • la costruzione di legami intergenerazionali;
  • l’attivazione di un sistema integrato con le famiglie e gli stakeholder pubblici e privati

Valutazione di impatto del Bando “Generazione Over”
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Valutazione di impatto degli assegni di cura

L'assegno di cura è un beneficio economico istituito dalla Regione Emilia-Romagna (L.R. 5/94) per sostenere e incentivare la domiciliarità come soluzione per le persone anziane (over 65) non autosufficienti, favorendo il paradigma della longevità attiva attraverso il raggiungimento o il mantenimento del più alto livello di autonomia e relazione possibile.
Nel periodo 2010-2019 il contributo della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì è stato pari a € 3.360.000, owero al 20% dei € 16.736.303 riservati alla misura.
Ciò ha permesso di contribuire a erogare 2.191 assegni di curaulteriori (23%) ai 7.146 finanziati grazie ai fondi pubblici (77%).

Valutazione di impatto degli "assegni di cura”

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